Vignola, quattro eroi salvano anziana finita nel fiume
Svenuta, stava annegando: un 44enne e tre minorenni si sono gettati in acqua, l’hanno portata a riva e rianimata
VIGNOLA. Un marocchino e tre giovani italiani minorenni salvano un’anziana che stava annegando nelle acque del Panaro. È successo l’altro ieri a Vignola e, per come si sono svolte le cose, non è per niente azzardato parlare di “eroi per caso”, muniti di grande prontezza e forza d’animo.
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La cronaca della vicenda, ora al vaglio anche dei carabinieri di Vignola, che hanno raccolto le testimonianze di tutti i protagonisti, inizia alle 17, pochi minuti prima che facesse buio. In quel momento, il 44enne marocchino Abdellah Chmoumere, in Italia da 14 anni, di professione saldatore, stava passeggiando nella zona di via Zenzano, perché a causa del poco lavoro aveva il pomeriggio libero. Guardando verso il fiume, nota quello che gli sembra un corpo in acqua, e in effetti lo è. Si trattava di un’anziana, che stava galleggiando supina, quasi come se stesse nuotando a dorso. Abdellah si accorge subito che c’è qualcosa che non va e prova a chiamare la donna, per rendersi conto se fosse viva o morta, ma la donna non risponde. Però ha gli occhi aperti. Allora si getta in acqua, cerca di portare il corpo a riva ma da solo non riesce. Torna fuori dall’acqua, in cerca di aiuto, ed ecco che trova in via Zenzano un ragazzo e due ragazze, tutti 17enni. In pochi secondi, i quattro decidono di tornare nel punto del fiume dove si trovava l’anziana per cercare di salvarla, e in effetti ci riescono.
Dopo averla tratta fuori dall’acqua, il 44enne e i ragazzi cercano anche di rianimarla e ci riescono. Intanto, chiamano un’ambulanza del 118 e, sul posto, giungono pure i carabinieri.
Si trattava di un’anziana residente a Pavullo, in evidente stato confusionale. Ora, i militari dovranno indagare sul perché e come sia finita in Panaro. Ma rimane, intatto, il gesto eroico dei quattro: oltre al già citato Abdellah, il 17enne A.F. e le sue due compagne di scuola coetanee A.M. e G.R.
«Una scena spaventosa - racconta Abdellah - C’era questa anziana donna in acqua che non rispondeva. Mi sono buttato con tutto quello che avevo addosso, compreso il telefono e lo zaino, e anche se non so nuotare sono riuscito a portarla a riva, ma a causa del fango che c’è in fondo al fiume non riuscivo a portarla su. Per fortuna ho trovato i tre ragazzi che mi hanno aiutato. In quei momenti - prosegue Abdellah - ho pensato che è come se stessi salvando mia madre, che ho perso proprio quest’anno. Sono stato molto contento di essere riuscito a farcela. Dopo avere portato in salvo quella donna con l’aiuto dei ragazzi, le ho dato la mia sciarpa e dei vestiti, e fortunatamente si è rianimata. Poi, ancora tutto fradicio, sono stato chiamato in caserma, per raccontare come sono andati i fatti». Anche i ragazzi sono stati ascoltati dai carabinieri. Quattro eroi, capaci di salvare una vita umana.
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