I casi Benfra e Respighi: il dilemma dei sottopassi
Alla Crocetta termineranno i lavori entro il 7 gennaio dopo anni di continui rinvii Visti i numerosi casi dei mezzi incastrati il Comune pensa di arretrare la rampa
Non è stato l’abbattimento dell’ultimo diaframma di roccia nella Variante di valico in Appennino ma quando hanno visto che abbattevano quei due muri di mattoni nel sottopasso interrato da dieci anni, gli abitanti della Crocetta hanno tirato un sospiro di sollievo.
Dopo anni di continui rinvii e promesse a vuoto, con l’ultimo triennio ricco di annunci su un completamento “imminente”, ora si fa sul serio. Finalmente, verrebbe da dire, perché i residenti delle zone attorno all’ex Benfra oltre alle promesse elettorali non mantenute hanno dovuto fare i conti con il degrado della zona abbandonata, tra spacciatori, acque stagnanti e sciami di zanzare.
«Quello è il passato - taglia corto l’ingegner Nabil El Ahmadiè, regista per conto del Comune dei lavori pubblici e quindi anche del sottopassaggio che permetterà un collegamento diretto tra Crocetta e la zona che va dall’Accademia a viale Reiter - L’impresa ha l’incarico di portare a termine i lavori entro il 7 gennaio. Se per alcune rifiniture si avrà qualche rinvio non credo che ci siano dubbi sulla consegna di fine lavori. Basta vedere quello che è stato fatto sinora».
«Non ci sono state nè infiltrazioni nè cedimenti - specifica l’ing. Michele Biacca che per conto della “Is - Ingegneria e Servizi” segue il progetto - Abbiamo tolto la terra e i muri che chiudevano il manufatto tornato alla luce dopo anni. Le condizioni come si può vedere sono ottime e una pompa toglie l’acqua in eccesso. Poi si costruiranno le rampe della ciclabile».
Fiore all’occhiello dell’opera saranno due montacarichi speciali che serviranno a portare chi è in carrozzina tra i due lati del sottopasso.
«Attenzione però - sottolinea El Ahmadiè - Nelle due rampe che per ogni lato portano al sottopassaggio è stato mantenuto un livello di pendenza ottimale, il 5%, in maniera da permettere ai disabili di muoversi agevolmente in carrozzina».
Un lavoro da 750 mila euro lordi quello all’ex Benfra dove le difficoltà sono state prima di scelte politiche e di priorità di altri lavori e poi legate alla ditta costruttrice. Da ultimo la società costruttrice, dopo aver vinto l’appalto, ha dichiarato lo stato di crisi. Di qui la cessione dei lavori a una società livornese che ha assorbito una decina dei 23 dipendenti della vecchia società.
Per il sottopasso di via Respighi invece, bestia nera della viabilità a sud della città per le dimensioni minime, comincia a prendere corpo un’ipotesi alternativa a quella esistente.
Gli incidenti con i furgoni e i camper che si incastrano nella trave superiore del minitunnel avvengono da una parte sola, quella verso sud; la più ripida, dove l’angolo dell’accesso non permette la percorrenza che pure i mezzi bloccati potrebbero avere. Che fare dunque? Troppo costoso - si parla di 1 milione tondo - il rifacimento, impraticabile l’abbassamento per uno zoccolo di cemento in cui sono infilati reti e servizi, si parla di un arretramento della rampa in modo da avere la stessa inclinazione che c’è dall’altra parte del sottopasso. Così si dovrebbe essere fuori dal tunnel di sinistri che affliggono il sottovia che oltrepassa la tangenziale.
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