A Modena il liceo Muratori accoglie i migranti
Percorso di integrazione con gli studenti. La professoressa Cavazzuti: «È un arricchimento reciproco»
MODENA. «Professoressa, perché non facciamo più iniziative con i migranti?». Era il 15 settembre quando alcune studentesse hanno rivolto la domanda a un’insegnante del Muratori. È nato così il progetto “Integrazione e Intercultura”. Un abbraccio tra giovani con storie diverse che proseguirà per tutto l’anno scolastico.
«È un’opportunità che va colta - esordisce Bianca Cavazzuti, docente di storia e filosofia del Muratori-San Carlo, referente del progetto - perché diventa un modo per vivere un’esperienza che di solito si vede soltanto in tv. I ragazzi imparano che i barconi non sono soltanto foto, ma ragazzi in carne e ossa che hanno avuto esperienze tremende e da cui puoi assolutamente raccogliere davvero tanto».
La scintilla è nata il primo giorno di scuola in via Cittadella. Lo scrittore Eraldo Affinati era giunto per inaugurare l’anno scolastico. All’appuntamento erano presenti anche giovani profughi, provenienti dalla vicina parrocchia Sant’Antonio in Cittadella. Italiani e stranieri hanno rivolto domande all’ospite, poi è suonata la campanella. «Sembrava che fosse finita lì - riprende l’insegnante - poi meravigliosamente alcune nostre ragazze hanno chiesto a me e ad altri insegnanti di organizzare nuove iniziative con loro. Abbiamo sentito Mattia Ferrari, referente della parrocchia (ex studente del Muratori ora in seminario), e abbiamo fatto una serie d’incontri. Così abbiamo creato il progetto». Le prime reazioni degli ospiti sono state entusiaste. Alcuni sono giunti da Lampedusa (Agrigento), altri da Pozzallo (Ragusa). Provengono dall’Africa, soprattutto dal Senegal e dalla Nigeria. Sono entrati a far parte della comunità modenese il 22 maggio. Nove giorni dopo hanno assistito a uno spettacolo teatrale in inglese organizzato da studenti dell’istituto. Il 13 giugno hanno conosciuto il vescovo, don Erio Castellucci, in parrocchia. Hanno presentato diverse richieste tangibili (come un paio di scarpe o una bici) e intangibili: l’amicizia. Il nuovo percorso a tappe ha visto alcuni appuntamenti: giovedì 27 ottobre, per esempio, è stata organizzata una merenda interculturale. «Il progetto “Integrazione e Intercultura” prevede la presenza dei ragazzi nella prima parte dell’anno scolastico - chiarisce la referente - in occasioni di cinema, incontri come la merenda interculturale, sport in palestra».
Vi saranno altri momenti in cui i migranti si potranno sentire sempre più a casa. «Nel secondo quadrimestre l’inseriremo in alcune classi aderenti al progetto - aggiunge la professoressa - in cui faranno un’ora ogni due settimane. Stiamo pensando come organizzare le lezioni in base alle sollecitazioni degli studenti. C’è tanto entusiasmo e vorremmo che ci fosse da parte di tutti: sia per i nostri ragazzi sia per i migranti è un dono reciproco, un arricchimento reciproco». Parole che ricordano quelle pronunciate qualche mese fa da papa Francesco. «Siete stati trattati come un peso, un problema, un costo - ha riconosciuto il pontefice ai migranti il 19 aprile scorso - ma siete invece un dono. Ognuno di voi può essere un ponte che unisce popoli lontani».
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