Polinago sulle barricate per i profughi
Un privato offre alla Prefettura un hotel da 87 posti. Il sindaco: «Ne prendiamo al massimo dieci altrimenti mi dimetto»
POLINAGO. Un hotel per i profughi, con una disponibilità di 87 posti che potrebbero diventare anche di più, come il caso della Pensione San Giacomo di Montese insegna, dove sono arrivati a 40.
È quello che Polinago sta cercando in tutti i modi di evitare, pronto anche al passo estremo: «Se succede una cosa così, io mi dimetto e dovranno venire su dalla Prefettura a gestire il paese», ha detto giovedì sera il sindaco Gian Domenico Tomei in un’affollatissima assemblea pubblica sul tema, quasi 150 persone. Non che a Polinago i profughi siano una novità: dall’agosto 2015 quattro sono in un appartamento del Comune e 17 ragazze africane sono state ospiti della Podesteria.
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Ma non può subire l’urto di un centinaio di profughi accentrati in un capoluogo con 777 abitanti che tra l’altro non ha né la stazione dei carabinieri né il presidio di Pm. La dinamica è questa: come noto, il sistema di accoglienza è basato su privati che decidono di mettere a disposizione locali o stabili. Qui si tratta di Paolo Lami, che non ha un appartamento ma un hotel, il Prato Verde rimasto senza gestore dal settembre 2015 ma che deve pagare lo stesso 16mila euro annui di Imu. «Già a primavera 2016 – ha spiegato Tomei - mi aveva detto di essere in contatto con quattro cooperative (due di Modena più una toscana e una lombarda) più un privato, tutti interessati alla riapertura per accogliere profughi». Nonostante i vari incontri sul tema, tutto resta calmo fino al 27 ottobre, quando dalla Prefettura arriva una telefonata con la scarna comunicazione: «Arriveranno 24 profughi nell’albergo, mi hanno detto – ha raccontato Tomei – al che ho avuto un certo sbandamento».
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Sono scattate le verifiche tecniche, ma lo stabile è idoneo. Quindi l’incontro col proprietario, che ha confermato i contatti ma ha offerto un’alternativa: «Mi ha riferito che prende 50mila euro coi profughi, ma che è disposto per 24mila a darlo a un altro gestore per uso turistico – ha ripreso Tomei – io ho provato a dargli l’indicazione di un privato forse interessato, ma bisogna vedere se il progetto si concretizza». Il 28 ottobre è venuta anche una persona in Comune dicendosi pronta ad aprire, ma poi si è fermata, così come il fornitore che aveva riferito di un’apertura il 12 novembre. Questo grazie alle perplessità manifestate alla Prefettura. Ma quanto durerà? Il timore non è tanto per i 24, quanto per la possibilità che diventino 87 e più. Per questo al termine dell’incontro si è deciso di “giocare all'attacco”, come ha detto Tomei, inviando una lettera in Prefettura in cui Polinago si mostra paese in allarme per un accentramento di quel tipo ma disponibile ad accogliere altre 10 persone (il doppio del previsto dalla direttiva rapportata agli abitanti) sparse però in diversi appartamenti.
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