Bivacca dentro l’ospedale e minaccia i passanti: preso
Vignola. Operazione della polizia municipale che arresta l’uomo dagli 11 alias Parolacce a pazienti e operatori che lo volevano allontanare e droga in tasca
VIGNOLA. Dopo diverse segnalazioni e alcuni giorni di appostamenti nei pressi dell’ospedale, un cittadino marocchino di 43 anni, clandestino, con 11 alias, tre decreti di espulsione alle spalle e due condanne per spaccio di sostanze stupefacenti, è stato fermato e denunciato dagli agenti del Corpo Unico di polizia municipale dell’Unione.
Ora, B.E.H. (queste le sue iniziali) si trova sempre a piede libero, molto probabilmente in giro per la provincia di Modena, con una denuncia in più da aggiungere alla sua ormai nutrita collezione. L’operazione dei vigili è scattata a seguito di diverse segnalazioni che giungevano proprio dall’ospedale di Vignola, perché il 43enne utilizzava il nosocomio come una sorta di ufficio o abitazione privata, rivolgendosi spesso anche in modo minaccioso nei confronti di chi lo invitava ad andarsene o gli faceva notare che al poliambulatorio dell’ospedale non era persona gradita.
Gli agenti del Corpo Unico dell’Unione sono così entrati in azione e, tra appostamenti in borghese e immagini di telecamere di videosorveglianza, hanno tenuto d’occhio per alcuni giorni le “manovre” del 43enne marocchino. Giovedì è scattato il blitz: l’uomo è stato fermato mentre, come di consueto, usciva dall’ospedale e gli sono stati chiesti i documenti. Essendone sprovvisto, è stato accompagnato presso il comando di Vignola, per le procedure di foto-segnalamento e per prendergli le impronte digitali. Già quando è stato perquisito, gli sono stati trovati addosso oltre 10 grammi di hascisc divisi in due diverse dosi, un quantitativo che può ancora essere considerato ad uso personale. Tuttavia, quando i vigili hanno fatto ricerche su di lui, si è aperta davanti a loro una vera e propria “letteratura” di denunce e alias a carico del marocchino. Questi, infatti, si era già presentato in passato con 11 nomi falsi rispetto a come si chiama in realtà. Inoltre, aveva ricevuto tre decreti di espulsione dall’Italia: il primo dalla questura di Piacenza nel 2007, il secondo da quella di Modena nel 2009 e il terzo nel 2012 dalla questura di Bologna. A completare il quadro, stanno due denunce per spaccio di sostanze stupefacenti, sempre ricevute durante la sua permanenza in Italia. Ora, dopo il blitz di giovedì, il marocchino ha ricevuto un’altra denuncia a piede libero, avendo con sé sostanze stupefacenti in quantitativi modesti ed essendo clandestino.
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