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Debiti e conti in rosso: esperti di finanza in aiuto

di Valeria Cammarota
Debiti e conti in rosso: esperti di finanza in aiuto

Sono volontari ex bancari, avvocati e commercialisti dell’associazione Dedalo «Già in 50 si sono rivolti allo sportello». Nel mirino finanziarie e gioco d’azzardo

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Diciotto volontari - tra ex bancari, avvocati, ex commercialisti, impiegati - che mettono al servizio della comunità i propri saperi e le proprie competenze: è il numero di quanti operano all’interno dell’associazione Dedalo Onlus, presso la Casa del Volontariato di via Peruzzi, con lo scopo di aiutare le persone che si trovino in gravi difficoltà debitorie a risanare la propria situazione.

«Lo sportello dell’associazione Dedalo è nato un anno fa - spiega il presidente Mirco Beltrami, ex commercialista - con l'obiettivo di fornire aiuto a 360°, sia finanziario che legale. In questi primi dodici mesi abbiamo assistito circa cinquanta persone sovraindebitate, che abbiano terminato le proprie risorse: su quattro di queste abbiamo avuto il sospetto fossero affette da ludopatia. Nel rispetto della privacy, cerchiamo di renderci conto di quale sia stato il problema che ha portato chi si rivolge a noi a situazioni tanto gravi. Perdita del posto di lavoro, gioco d'azzardo, alcolismo: in tutti i casi, aiutiamo nella rinegoziazione di mutui, nelle pratiche di sfratto, nel prendere contatto con i soggetti che erogano finanziamenti, nel districarsi tra le bollette inevase, nel pagamento delle rate di Equitalia». Lo sportello Dedalo Onlus è aperto al pubblico - al primo piano della Casa del Volontariato - il lunedì dalle 15 alle 17.30 e il sabato dalle 9.30 alle 11.30.

L’avvocato Marco Vignoli, del Progetto ascolto dell’associazione, e il dottor Roberto Zeppa, referente per Carpi del progetto Rien ne va plus – Rilanciamo le famiglie di Lag Vignola, nato nel 2016 su sollecitazione dei Servizi di dipendenze patologiche di Carpi e Mirandola, tra l’altro sono stati i protagonisti, ieri mattina, di "Famiglie in palio: quando al gioco si perdono i legami».

Il convegno, concepito per i familiari di giocatori d’azzardo - e promosso dalla rete di enti, associazioni e singoli cittadini per il contrasto al dilagare dell’azzardo che va sotto il nome di “Non giocarti il futuro!”, con il patrocinio del Comune di Carpi - ha indagato i danni causati dal gioco d’azzardo patologico che non coinvolgono soltanto le singole persone affette da ludopatia - a Carpi, nel 2016, una quarantina, in prevalenza di sesso maschile e di età compresa tra i 35 e i 60 anni - ma, sovente, anche la sua rete di relazioni, affetti familiari e amicali, che rischiano di divenire una delle poste in gioco delle scommesse. Il gioco d’azzardo può dunque causare, oltre a ingenti perdite in denaro e beni materiali, anche l’incrinarsi - fino al il naufragare - di beni ancor più importanti come matrimoni, convivenze e legami affettivi in generale, con conseguente instabilità a livello sociale. Il gioco diviene un lavoro che si svolge senza alcun tipo di competenza ma sotto l'ala del caso e, nella maggior parte dei casi, dà vita a risvolti disturbanti e malati.

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