Gazzetta di Modena

Modena

A Modena c'è la “fabbrica dei talenti” che crea nuovi mestieri

A Modena c'è la “fabbrica dei talenti” che crea nuovi mestieri

Scambi tra chi chiede aiuto per piccole cifre e chi può offrire le proprie capacità L’assessore Urbelli: «In sei mesi sono già arrivate 500 persone disoccupate»

3 MINUTI DI LETTURA





«Se forate con la bicicletta avete due opportunità: o ci mettete una toppa, se la camera d’aria è quasi nuova e va ancora bene, oppure cambiate la camera d’aria. Ed è questa scelta che dobbiamo fare adesso, con coraggio. Non è più tempo di riforme, quelle vanno bene in tempi normali. Ed è per questo che iniziative come la Fabbrica dei Talenti meritano di essere aiutate e fatte conoscere».

Non ha dubbi l’economista Stefano Zamagni, già docente alla Bocconi e consulente privilegiato di papa Benedetto XVI per l’enciclica Caritas in veritate, che senza esitazioni ha sposato le finalità dell’ultimo gruppo nato all’interno del Progetto Insieme della Diocesi. Per lui, studioso da decenni dell’economia no profit, il progetto di mettere in contatto domanda e offerta del mercato dei bisogni e delle opportunità, è più stimolante di quella dei mercati internazionali.

Nei paesi anglosassoni la chiamano street economy, ovvero l’economia del vicinato dove la signora anziana tiene i bimbi della figlia dell’amica nel palazzo vicino e quest’ultima ricambia magari con energiche pulizie mensili che la pensionata non riesce più a fare da sola. E così pure può accadere per le piccole riparazioni, i mini lavori di giardinaggio o altro.

Ma come si possono trovare e mettere in circolo i talenti di chi è rimasto disoccupato o non riesce ad arrivare a fine mese? Un interrogativo a cui da due anni sta lavorando Mauro Rebecchi, bancario durante il giorno e volontario in parrocchia nel tempo libero, assieme a Bruno Chiaravalle.

Entrambi hanno alle spalle una lunga militanza nel campo cattolico, hanno fatto tesoro dell’esperienza di Progetto Insieme, che tra le altre cose ha messo a disposizione tecnici finanziari capaci di smontare le pretese delle società finanziarie che perseguitano gli indebitati per cifre anche modeste. La sperimentazione è partita in sordina nella parrocchia di S. Giovanni Evangelista e ora il salto di qualità.

«Non siamo un’agenzia di collocamento in campo cattolico - sgombra il campo dagli equivoci Rebecchi - I nostri punti di riferimento sono la comunità nel suo insieme e la dignità delle persone. Mettiamo il caso di chi bussa alle porte di una parrocchia perchè ha una bolletta in scadenza o una riparazione di 500 euro dal meccanico; non ha i soldi, ma non può fare a meno nè del riscaldamento con il bimbo piccolo in casa nè della macchina per andare a lavorare. Che fare? Noi vorremmo che con il dialogo lui potesse mettere in luce quello che sa fare, per metterlo a disposizione di chi ha bisogno. Il pagamento? Con i voucher per essere in regola con il fisco e la legge. I fondi? Direttamente tra i privati, perchè li mettiamo in contatto o anche con i contributi di beneficienza che vengono destinati a questo scopo, anche per borse lavoro. Non è un caso che la Fondazione Marazzi ci dia una grossa mano assieme alla Bper e alla Popolare di S.Felice».

In buona sintesi la Fabbrica dei Talenti è un incrocio di iniziative già esistenti, come Banca del Tempo, Portobello e l’assistenza sociale del Comune. «Nel 2011 furono trattati 400 casi con il nostro assessorato - ha ricordato l’assessore Urbelli - quest’anno nei primi sei mesi siamo già a 500 e nella grande maggioranza di casi si tratta di persone senza lavoro».

La “Fabbrica” può contare sulla presenza concreta e discreta della Diocesi, ieri presente alla presentazione presso il Centro famiglie di Nazareth con il vescovo Castellucci. Zamagni da par suo ha ricondotto l’iniziativa modenese nell’alveo millenario dell’intervento dei cristiani nell’economia, dalla colonizzazione agricola dei benedettini nel Medioevo ai Monti di Pietà dei Francescani nel ’400.

Sullo sfondo le cifre dell’Italia dopo nove anni di crisi: i poveri assoluti, quelli che non vanno oltre le 1200 calorie, passati in poco tempo da 2 a 4 milioni, di cui in buona parte bambini.

Saverio Cioce

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google