Modena, Alex Zanardi fa impazzire il Forum: «Seguo solo il cuore»
Dopo l’incidente che lo ha privato delle gambe è diventato campione olimpionico di handbike. In mille al Monzani
MODENA. Barriere architettoniche? «Un bene che se ne parli». È il giudizio di Alex Zanardi. Il campione bolognese ha discusso ieri di un tema sollevato qualche tempo fa da Juliet Kaine.
L’atleta paralimpica aveva mostrato le difficoltà di muoversi in carrozzina a Modena. Ieri era al Forum Monzani per incontrarlo. Con lei c'erano quasi mille persone di tutte le età. Dopo il pienone avvenuto con il fotoreporter americano Steve McCurry, la sala ha registrato nuovamente il tutto esaurito. Stavolta, però, l'attenzione era rivolta ad un’eccellenza nostrana: Alex Zanardi, appunto.
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L'atleta è rientrato da poche settimane dalle Paralimpiadi di Rio, dove ha gareggiato nella disciplina del “handbike” (bici a mano). In Brasile ha conquistato diversi titoli: due medaglie d'oro, una nella prova a cronometro, l'altra nella staffetta. L'argento, invece, è arrivato nella gara in linea. Ed è proprio della passione per lo sport di cui parla Zanardi nel suo ultimo libro dal titolo “Volevo solo pedalare ...ma sono inciampato in una seconda vita”. A presentarlo è l'autore stesso.
«Il titolo del libro è abbastanza esplicativo - ha esordito Zanardi con aria emozionata - quasi una metafora di ciò che è stata ed è la mia vita. Ho sempre e solo cercato di seguire ciò che voleva fare il mio cuore, ma rimanendo sintonizzato col cervello. Non sono il primo ad aver vinto delle medaglie olimpiche e non mi definisco un campione della pedalata». Punto di riferimento sportivo ed esempio di grande forza d'animo. Si allena anche il buon umore? «So di essere tenuto in considerazione come esempio per tanti - ha spiegato Zanardi - che si fermano davanti alle difficoltà quotidiane. Tuttavia, c'è nell'atteggiamento positivo una forte componente caratteriale. Inoltre, penso dipenda molto dagli occhi di chi guarda. Anche una mamma che si occupa dei propri figli può esser fonte d'ispirazione. Invito tutti ad esser curiosi».
Cos'altro?
«Mettere entusiasmo in ciò che si fa - ha risposto l'ex pilota di Formula 1 - e un pizzico di tenacia e di grinta. Inoltre, diventa efficace ciò che faccio quando non mi prendo troppo sul serio». Sul serio vanno presi temi come le barriere architettoniche. «Non sono un tecnico e non è mio compito occuparmene - ha ribadito l'atleta - però è un bene che se ne parli». progetti futuri? «Non sono ossessionato dall'idea di dover raggiungere a tutti i costi altri traguardi - conclude il campione - ma, sicuramente mi piacerebbe fare un buon tempo all'Iron Man e magari, tornare in pista anche come pilota».
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