Restano aperti i problemi legati alla sicurezza
Sul “Gigetto”, come viene chiamato da decenni il treno Modena-Sassuolo, se ne sono viste di tutti i colori. Ora sui disservizi siamo arrivati alle scuse degli enti pubblici: è un segnale delle...
Sul “Gigetto”, come viene chiamato da decenni il treno Modena-Sassuolo, se ne sono viste di tutti i colori. Ora sui disservizi siamo arrivati alle scuse degli enti pubblici: è un segnale delle ragioni dei pendolari, studenti e lavoratori? Sì, indubbiamente, come si affrettano a dire tutti da mesi. Ma non basta, ovviamente, perché poi tutto andrà pur risolto in attesa del fatidico 2019. Per quella data, infatti, Tper e Regione assicurano quasi un paradiso terrestre a favore di chi questo servizio pubblico ferroviario regionale “scalcagnato” lo paga quasi sempre in anticipo (gli abbonati). Restano però tutt’oggi aperti problemi legati alla sicurezza di chi viaggia, soprattutto a causa delle fermate con banchina “corta”. Ma anche per certe tipologie di viaggiatori, spesso senza biglietto, difficili da controllare visti i problemi di personale spiegati dalla presidente Gualtieri. E poi c'è la politica locale che dà sì ragione ai pendolari - si veda la lettera delle amministrazioni diffusa ieri e la nota del consigliere Simona Arletti- ma senza calcare troppo la mano.
E la lettera non è stata firmata da Modena, forse visto che l'assessore alla Mobilità Giacobazzi ricorda sempre che una linea di autobus costerebbe assai meno del Gigetto?
E la Regione, sempre a maggioranza Pd? Promette e intanto rinvia la visita annunciata dell'assessore alla Mobilità Donini.
Ma sarà un “controllo” con i propri occhi o piuttosto una passerella una volta che tutto funzionerà?
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