Rubano a Modena 85 targhe di auto e ciclomotori
Dalla succursale dell’Aci i malviventi hanno portato via l’intera cassaforte. La polizia ha già bloccato tutti i numeri
MODENA. Una ottantina di targhe di automobili e di ciclomotori, carte di circolazione e altri importanti documenti sono spariti, assieme a qualche migliaio d’euro, dalla succursale dell’Aci che si trova nelle vicinanze della sede della Motorizzazione civile in via Galilei. E ora, con compensatile celerità, tutti i numeri finiti nelle mani sbagliate e che possono essere usati per compiere atti di criminalità sono stati comunicati alle forze dell’ordine, le informazioni sono già nella rete nazionale.
Il colpo è stato messo a segno nella notte tra giovedì e venerdì e l’altra mattina il personale dellA Volante si è portato sul posto per effettuare il sopralluogo e compiere le opportune verifiche.
La spaccata. I ladri non sono andati tanto per il sottile: in base a quanto si è riusciti a sapere, hanno effettuato una spaccata, mandando in frantumi una porta a vetri esterna dell’edificio (probabilmente una di quelle che si trova nel retro). Per ottenere l’effetto desiderato hanno utilizzato un tombino trovato nelle vicinanze: una volta creato il passaggio a suon di colpi hanno poi forzato con un piede di porco la porta della succursale dell’Aci.
Qui, forse già a conoscenza di ciò che avrebbero trovato, si sono concentrati sul loro unico obiettivo, la cassaforte che si trova all’interno dell’ufficio
La cassaforte. Non una cassaforte a muro ma di quelle esterne, quadrate, tipo mobiletto.
Invece di avventurarsi in loco nelle operazioni di scasso, i malviventi hanno sollevato il forziere e se lo sono portati via. Non c’era un allarme, un “grido” di sirene che potesse averli messi in agitazione o sollecitato una rapida fuga: in circostanze da chiarire l’allarme, pur presente in quella succursale, non ha funzionato.
Dunque i ladri si sono allontanati nella notte con il loro prezioso carico: il bottino dovrebbe annoverare ottantacinque targhe nuove di zecca, sia per automobili sia per ciclomotori, nonché altri documenti tra cui carte di circolazione, e anche una discreta somma di denaro, ancora da quantificare. Non appena è stato scoperto il furto e la polizia ha effettuato il consueto sopralluogo, sono scattate le procedure per bloccare le targhe rubate.
Come le carte di credito. Il meccanismo è molto simile a quello che si adotta quando viene rubata una carta di credito: si inseriscono i n numeri in una centrale dati e ovunque la si usi la carta di credito rubata non funziona più. Lo stesso si può dire per le targhe di auto o di ciclomotore: ormai quelle sono “bruciate” e in pratica inutilizzabili, anche se, con ogni probabilità, potranno comunque esser utilizzate per coprire altre targhe che scottano, per effettuare qualche colpo, o magari anche solo per passare indenni in aree Ztl. Ma sono tutte già note e schedate.
Stefano Totaro
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