Parliamoci/ Immigrati: una prova di maturità
Non sbagliavamo una settimana fa a ripassare quel dizionario dei tempi che corrono in cui i termini usati (e abusati) abitualmente per parlare dei migranti vengono descritti nella...
MODENA. Non sbagliavamo una settimana fa a ripassare quel dizionario dei tempi che corrono in cui i termini usati (e abusati) abitualmente per parlare dei migranti vengono descritti nella loro cruda realtà. Solo ieri quattro pagine della nostra Gazzetta erano dedicate, in città e provincia, alla questione profughi e immigrati: buoni esempi di accoglienza e comprensione in parallelo a tensioni, paure, problemi nuovi e mai risolti.
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Gli studenti del Muratori che chiedono agli insegnanti iniziative di integrazione, di sedersi fianco a fianco sui banchi con gli “stranieri”; la mediazione e la sensibilità dell’ospedale che adegua gli staff e si sforza di non fare distinzioni per etnia di fronte al bisogno; ma anche carabinieri e assistenti sociali che devono intervenire in un hotel per la protesta dovuta alle condizioni di salute di un neonato e ai pagamenti del pocket money in perenne ritardo; fino a un sindaco che minaccia le dimissioni se a Polinago i nuovi arrivi supereranno le dieci unità, il tutto davanti a un’assemblea mai così affollata in paese, preoccupata per la vicinanza di una scuola all’albergo dove dovrebbero ricoverarsi i disperati...
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Per non disperare, per non fare la fine di Goro, di fronte a una realtà che conta in provincia oltre 1300 presenze, occorre che la pianificazione dell’accoglienza come la progettazione del sistema di protezione (perché di protezione si tratta) dei richiedenti asilo non compiano passi falsi né abbiano interruzioni: siamo di fronte a un’emergenza che, senza politiche internazionali forti ed efficace, diventerà strutturale, volenti o nolenti. E che quei piani vengano sottratti all’emotività che inevitabilmente alligna e può diffondersi nelle comunità più piccole e potenzialmente anche meglio disposte, come molte delle nostre.
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Per farlo occorrono regole, a volte spiacevoli, ma anche equilibrio nella distribuzione dei compiti da sostenere in rapporto alle capacità. E’ una prova di maturità, impegnativa, che può umanamente anche spaventare. Ma forse non a caso lo spirito, la sensibilità più modenese a noi in questi giorni è sembrata quella degli studenti del Muratori: capire che può esserci, che c’è un beneficio nel condividere una difficoltà e non solo un peso, un sacrificio, un costo.
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