Carani, i lavori sono fatti ma non bastano a riaprire
Proprietà e Comitato Salviamo il teatro confermano l’attuazione degli interventi sui guasti che avevano causato la chiusura della struttura. Però ne servono altri
Il Comitato Salviamo il teatro Carani e per bocca sua qualche rappresentante della proprietà, dice di aver riparato, quando sono cominciati i lavori all'esterno, non solo il cornicione che perdeva pezzi lungo il marciapiede di via XX Settembre ma anche il danno al controsoffitto interno che era all'origine dell'ordinanza di chiusura disposta dal Prefetto, su indicazione dei Vigili del fuoco, ormai due anni fa esatti.
Ma in Comune di questa riparazione non hanno notizia né comunicazione. Non ne ha mai parlato nessuno, a lavori fatti nessuno ha comunicato l'avvenuto ripristino. Una rapida indagine interna al Municipio rivela che in via del tutto informale i tecnici che si occuparono del cornicione esterno riferirono della possibilità di riparare il controsoffitto. Ma non ne è mai arrivata notizia certa, se non attraverso i rappresentanti del comitato su Internet, appunto. E il fatto è che il Comune non ha neanche modo di verificare la cosa tramite il suo personale, perché dopo la rescissione del contratto di affitto è arrivata anche la riconsegna delle chiavi alla proprietà, dopo vari tentativi di incontro e contatto andati a vuoto.
Il Comune di Sassuolo quindi al momento non ha nessun titolo per entrare nel teatro, che è di proprietà esclusivamente privata. Sarebbe come entrare nel negozio di qualcuno o in casa non invitati o forzando la porta ed è anche per questo che i vari inviti a riconsiderare la riapertura della sala sono caduti di fatto nel vuoto. L'amministrazione non ha comunque perso la speranza di riaprire il Carani e mantiene in piedi le sue proposte e la disponibilità a rivederle insieme alla proprietà, tenendo fermo il principio però di un contratto lungo che assorba gli oneri ancora necessari in lavori di adeguamento, oppure l'acquisto. La riparazione del controsoffitto, se effettivamente è avvenuta, non è più condizione sufficiente per la riapertura che dovrebbe essere autorizzata dai Vigili del fuoco e dalla Commissione pubblico spettacolo, fonti dalle quali sono già state manifestate esigenze ben diverse, in termini di adeguamento normativo degli impianti e soprattutto dell'antisismica, il grande capitolo che sta bloccando anche il teatro san Francesco.
Per questa sola voce di spesa era stato indicato circa un milione di euro in adeguamenti. Le strade al vaglio al momento per ridare un teatro a Sassuolo sono quindi diverse ma tutte molto ipotetiche: trovando risorse per l'antisismica e un accordo, probabilmente la preferenza a questo punto tornerebbe sul Carani piuttosto che sul San Francesco.
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