Modena, la polisportiva Gino Nasi assediata dallo spaccio
Nel parcheggio a fianco della polisportiva pusher in bici portano l’eroina ai tossicomani utilizzando la pista ciclabile. Una situazione di crimine e degrado che prosegue da tempo nonostante le segnalazioni dei frequentatori e di chi partica sport. salvato un 35enne da overdose dopo che si era iniettato eroina ed era caduto a terra privo di sensi. "Cerchiamo di attirare bambini e giovani verso lo sport mentre fuori regnano spaccio e degrado", dicono alla Gino Nasi
MODENA. Zona Morane: un trentacinquenne esce dalla sua auto e cade a terra privo di sensi. Si è appena iniettato l’eroina. Qualcuno lo solleva e lo sdraia sul sedile di fronte al volante. L’ambulanza lo carica e lo porta al pronto soccorso. È stato salvato per pochi minuti da morte certa per overdose. È accaduto ieri alle 10.30 nel parcheggio dietro la Polisportiva Gino Nasi, in via Tarquinia, a due passi dal Centro Le Torri.
È solo l’ultimo episodio di una situazione di spaccio diffuso che da tempo sta tenendo sotto scacco la Polisportiva e i residenti dei paraggi. Un giro di eroina che si è intensificato negli ultimi mesi grazie all’utilizzo della pista ciclabile sul retro che porta fino all’Esselunga: gli spacciatori vanno e vengono tutti in bicicletta.
«È impossibile continuare così – dice un frequentatore della Gino Nasi – abbiamo bambini e adulti che vengono qui per fare attività sportiva e condurre una vita sana ma dietro la stessa parete, sulla strada si spaccia eroina e a volte se la iniettano. Tutto l’anno».
La zona delle Torri è un angolo davvero tranquillo di Modena. Finisce in via Latina con un bel bosco che pochi conoscono in città. Da quella boscaglia escono gli spacciatori pedalando e tenendo uno zainetto in spalla.
«Secondo me – dice un anziano della zona – vanno lì perché è nella boscaglia che nascondono l’eroina. E quando trovano un cliente la vanno a prendere a la consegnano. Per non farsi prendere con un quantitativo grosso».
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Il punto di incontro è sempre quello: in fondo al grande parcheggio al lato della Gino Nasi. Un piazzale dove il viavai di auto è continuo e soprattutto inizia la pista ciclabile. C’è anche la fermata del bus comoda per lo spacciatore, caso mai il tossicomane non avesse più un’auto.
«Qui cominciano a spacciare di mattina e vanno avanti tutto il giorno. Soprattutto di sera c’è un giro, vengono a cercare la dose», spiega un altro frequentatore della polisportiva.
Di solito i clienti comperano la droga e “si fanno” altrove. Ci sono però quelli che sfruttano la ciclabile e si nascono sotto la tettoia del centro civico Le Torri in caso di pioggia, ad esempio, oppure sotto il tetto della Gino Nasi stessa, che in più punti è vandalizzata e imbrattata di scritte. Altri lasciano i rifiuti e le bottiglie vuote nel parchetto vicino. Altri ancora si trovano di notte poco più avanti sulle panchine vicino ai giochi per i bimbi.
«Noi conosciamo il degrado della nostra zona – racconta uno della Nasi passeggiando – ma sappiamo che si sono altri punti di spaccio lungo la ciclabile, che arriva fino all’Esselunga. Per gli spacciatori e per i clienti, i vantaggi consistono nel fatto che è facilmente raggiungibile, in bici ci si sposta facilmente ed è lontana da sguardi indiscreti».
Anche il tossicomane che ieri ha rischiato la vita aveva parcheggiato la sua Golf in fondo al parcheggio vicino alla ciclabile e, probabilmente in astinenza, si “è fatto” immediatamente rischiando di morire.
«Noi segnaliamo continuamente alle forze dell’ordine questa situazione. Telefoniamo da mesi e mesi. Ci dicono che lo sanno. Ogni tanto arriva un pattuglia e fa un giro di controllo ma lo spaccio continua. Noi della Gino Nasi ci sforziamo di portare i ragazzi verso lo sport e di offrire un ambiente pulito e positivo, abbiamo 400 ragazzi iscritti alla scuola di calcio, i ragazzi del basket, bambine e ragazze che fanno danza, atleti di arti marziali e ora anche il crossfit che attira gli adulti. Come si fa a non essere soddisfatti? Ma appena si esce la realtà è questa».
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