Gazzetta di Modena

Modena

Faccia a faccia con il ladro nel giardino

Prignano. La proprietaria di casa se lo trova di fronte, lui fugge nei boschi. Vicina intercetta i complici

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PRIGNANO. Mentre l’altra sponda del Secchia, quella reggiana, vive un’intensa piaga furti, i banditi tentano di superare il ponte e di dare l’assalto anche alle case di Prignano. Ma in via Val Rossenna, nei giorni scorsi, la banda pronta a razziare le case, di primo mattino, è stata messa in fuga soltanto grazie alla prontezza della proprietaria e all’udito del cane, che ha avvertito l’imminente pericolo.

Il bandito - cappellino da baseball in testa - era arrivato a bordo di un’utilitaria grigia su cui viaggiavano altri tre compari o almeno così ha poi raccontato una vicina di casa, che ha avuto un contatto ravvicinato con il gruppo.

Sono da poco passate le 8 nel complesso residenziale di via Val Rossenna. Le abitazioni messe nel mirino sono solitamente vuote: i residenti escono presto e difficilmente c’è qualcuno in casa. Ma vuoi per il ponte di Ognisanti, vuoi per la buona sorte, stavolta c’è qualcuno che vigila. La vittima, infatti, è rimasta a casa. Il ladro è già pronto ad entrare in azione, ha scelto di forzare finestra o porta sul retro. Ha perciò fatto il giro dell’abitazione, sfiorando il bosco. Un indizio non da poco se lo si contestualizza: sapeva di quell’accesso secondario e quindi si può anche ipotizzare un precedente sopralluogo, utile a capire le vie più facili per mettere a segno il colpo e le eventuali strade per dileguarsi.

Ma appena l’uomo mette piede in giardino, il cane inizia ad abbaiare furiosamente. È in casa e la sua padrona, sconcertata per quella reazione inusuale, decide di aprire l’uscio e andare a constatare di persona i motivi. Pochi istanti ed ecco che si trova faccia a faccia con l’intruso. Sono attimi di terrore, può accadere di tutto. Ma il bandito evidentemente non fa parte delle bande violente, può invece essere annoverato tra coloro che colpiscono a caso e non vogliono avere a che fare con le potenziali vittime. È lui il primo a reagire, si gira su se stesso e si dilegua. Ha studiato la strada e riesce a far perdere le proprie tracce in mezzo al bosco.

Su via Val Rossenna, invece, la vicina di casa nota quella vettura grigia con dei ragazzi a bordo. Tutti indossano i cappellini con visiera. «Avete bisogno?», domanda loro con fare educato. Basta quell’approccio perché l’autista riaccenda la vettura, inneschi la marcia e se ne vada via. Il colpo è fallito,il borgo di casa per stavolta è salvo, ma solo grazie all’attenzione e ad un senso di solidarietà reciproca tra i residenti. Ed è sempre questo il consiglio che dispensano i carabinieri, poi intervenuti per un sopralluogo: fare attenzione a chi si aggira nei quartieri e mai disdegnare una telefonata di sicurezza al 112. (fd)

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