Il giro del mondo in bici, per 10 anni all’avventura
Operaio e volontario della Croce Rossa, Cherif El Bakkali farà 150mila chilometri e visiterà 77 Paesi in solitaria: «Fa parte della mia indole, non so stare fermo»
«Mi sto preparando per fare il giro del mondo in bicicletta, in solitario».
Poche parole ma piene di volontà e determinazione per Cherif El Bakkali, terzo di nove figli di una delle primissime famiglie marocchine giunte a Sassuolo 27 anni fa. Nato in Marocco nel 1988 (arrivato in città ad 1 anno) è sassolese di adozione, lingua e, in parte, cultura. Ma quali sono le motivazioni che lo hanno spinto ad un progetto che lo terrà fuori città per una decina di anni?
«Non riesco a stare fermo in un posto troppo a lungo – ha detto come prima giustificazione, oltre a quella del “piacere di viaggiare” - ed allora ho messo a punto un progetto, che ha ricevuto anche il patrocinio del Comune di Sassuolo, con gli assessorati alla cultura e sport. Dopo la scuola, dopo circa 10 anni di lavoro in una ditta di Fiorano, dopo quasi un anno d’Australia ed un altro a metà tra Inghilterra e Francia, oltre ad un impegno di volontariato con Croce Rossa ed a favore dei rifugiati all’estero, adesso voglio fare qualcosa da guinness dei primati».
E per questa impresa la possibilità di entrare tra i record esiste veramente, se portata a termine, visto che sarebbe il primo arabo-marocchino ad effettuare questo tipo di performance; ma per Cherif il condizionale non esiste: è determinato. «Il mio progetto – spiega – mi porterà in 77 Paesi del mondo, percorrendo non meno di 150 mila chilometri. Il mio viaggio mi vedrà subito indirizzato verso i Balcani, poi in Asia, in nord e sud America, poi l'Africa e diversi Paesi d'Europa, prima del rientro verso la metà del prossimo decennio».
Quali sono le difficoltà che hai preso il considerazione dover superare: lingua, culture, agenti atmosferici?
«Per la lingua non credo – risponde – perchè il mio inglese è buono ed ho avuto modo di sperimentarlo in questi ultimi anni di soggiorno in Australia ed a Londra. Per il resto non credo di aver problemi, anche se sarà poi il campo a determinare se ci saranno difficoltà da superare».
Sei a conoscenza che da Sassuolo, per fare una cosa analoga, c'è stato un over 60 che ha toccato tutti i continenti, che risponde al nome, anche se non c'è più da qualche anno, di Remo Gazzotti, detto “Cavii dùr”? «Ho letto qualcosa – annuisce – e questo mi stimolerà ancora di più per fare bene ed arrivare in fondo al progetto. Adesso sono concentrato alla ricerca di alcuni sponsor che possano agevolare l’impresa che ho già deciso prenderà il via il 18 febbraio del prossimo anno, dal centro di Sassuolo. Ho già l’accordo con alcuni amici che mi accompagneranno nel primo tratto del percorso, poi l’avventura avrà inizio».
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