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Modenesi d’America senza tentennamenti: «Stiamo con Hillary»

di Francesco Cottafava
Modenesi d’America senza tentennamenti: «Stiamo con Hillary»

Il prof di Unimore Marc Seth Silver, ora si trova negli States: «Clinton scelta doverosa, Trump è un pericolo per il mondo»

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Marc Seth Silver è professore di “Lingua e traduzione inglese” presso l'Università di Modena e Reggio Emilia. Il docente statunitense, inoltre, dirige un corso di “Civiltà americana” e, in questi giorni, si trova proprio in America dove sta vivendo le ultime ore di campagna elettorale prima di scoprire chi tra la Clinton e Trump prenderà il posto di Obama «Personalmente ho votato una settimana fa per posta quando ero in Italia, visto che ne abbiamo la possibilità – spiega il professore - mi trovo in America per altre faccende e ne ho approfittato per respirare il clima delle presidenziali. Devo ammette che c'è un'atmosfera insolita, anche per le caratteristiche di questo scontro. Trump utilizza dei toni molto violenti, inoltre contesta la legittimità di queste elezioni sostenendo che siano truccate, e su questo argomento potrebbero anche esserci degli strascichi. Senza dimenticare come potrebbe crollare il sistema bipartitico, visto che il movimento repubblicano è in grande agitazione. Quasi nessuno degli ex presidenti e dei maggiori senatori repubblicani sostiene ed appoggia Trump. E' assolutamente nocivo per loro, ma se lo sono trovati in corsa per la Casa Bianca dopo che ha vinto le primarie. Per fare un esempio chiaro: quasi tutta la famiglia Bush voterà la Clinton pur di non sostenere Trump».

Il professore Silver prosegue analizzando le diverse caratteristiche politiche dei due candidati in corsa per la Casa Bianca.

«Trump sta giocando la carta “contro”, mentre la Clinton quella “pro”. Trump fa leva sulle paure degli americani puntando il dito contro gli stranieri. E' un populista. Inoltre è contro lo stato, contro la burocrazia di Washington ed è sostenuto soprattutto da uomini bianchi che non si riconoscono nella globalizzazione. La Clinton, invece, sta cercando continuità con la politica progressista di Obama. Lei è una vera politica di Washington, è stata anche “first lady” e ha una grande esperienza. É in vantaggio secondo le proiezioni, l'unica incognita riguarda i numeri dei votanti. Potremmo avere un'affluenza molto bassa e, questo dato, scombussolerebbe le carte. In molti hanno già votato, si parla di quasi 40 milioni di americani che hanno già espresso la loro opinione. Sicuramente tantissimi ispanici e latini hanno votato per la Clinton, dopo le offese ricevute da Trump. La comunità afro americana voterà per l'85% Clinton, anche se non si muoverà in massa come fece per sostenere Obama e, quindi, molti non voteranno».

Il professore in forza all’Università di Modena e Regio Emilia conclude con una speranza per il suo paese e per la politica internazionale: «E' indispensabile per il mondo che il nuovo presidente degli Usa sia Hillary Clinton. Io in un mondo ideale non avrei votato la Clinton, ma in questo caso è un voto importantissimo quello verso di lei. Trump non ha una politica che prevede i rapporti con il resto del mondo, e questa è una cosa molto pericolosa».

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