Premiati i Maestri del Lavoro
Il sindaco: «Rappresentate la continuità e le imprese che vi hanno valorizzato»
Premiare i Maestri del Lavoro nell’Italia dei senza lavoro e dell’occupazione che annaspa può sembrare fuori luogo. Ma forse mai come quest’anno i modenesi che hanno ricevuto l’onorificenza rappresentano le due facce di una provincia che si colloca ai primi posti dell’economia internazionale per le sue eccellenze e che al tempo stesso fatica a mantenere il passo con i cambiamenti.
Eppure nel riconoscimento che il Comune di Modena ha voluto dare agli ultimi nove Maestri modenesi, sei uomini e tre donne, il filo rosso che unisce tutti è l’attaccamento al lavoro e il senso di comunità che hanno saputo creare.
Più che il talento individuale, personale e professionale, quello che le biografie mettono in rilievo è la passione unita al risultato professionale. Persone, non personaggi, che ogni giorno hanno fatto scuola e anche squadra, partendo dalla gavetta per arrivare ai vertici dopo decenni di lavoro.
È il caso, ad esempio, di Maddalena Turco di Medolla entrata al lavoro a 17 anni nelle Officine Meccaniche Marchesini quando nei sogni dei due fratelli titolari dell’azienda non c’era ancora il sogno dell’azienda che avrebbero creato. Ma lei è rimasta sempre al suo posto, finendo per diventare un pilastro nella gestione dei clienti nella Wam, che oggi conta 2100 dipendenti in 20 stabilimenti e 60 filiali in tutto il mondo con la fama di essere il numero uno del betonaggio. O come il suo collega in azienda Claudio Mariuzzi, che è entrato come apprendista giovanissimo e che ha macinato tecniche di lavoro e macchinari per ridurre al minimo la fatica fisica nelle procedure e i relativi incidenti riuscendo a fare spazio alle donne in rreparti dove entravano solo gli uomini, per ragioni esclusivamente muscolari. E ancora Daniele Bianchini di Spilamberto, pure lui neomaestro, che in 44 anni di Bper ha scalato tutti i gradini da impiegato a direttore.
L’attaccamento all’azienda è stato il tratto distintivo di Wolmer Borsari, carpigiano, 37 anni in Cna e per Ariano Giunzioni di Montefiorino, entrato come elettricista all’Enel e ora caposquadra oltre che preposto nel campo della sicurezza oltre che al lavoro nell’azienda elettrica.
Un altro tratto che li accomuna è l’attenzione spasmodica, se si può dire, nei confronti dei compratori. Oggi che la produzione tailor made, a misura dei clienti per ogni singolo prodotto venduto, viene riconosciuta come la marcia in più della produzione tricolore, ruoli come quello di Franca Scorcioni di Maranello, alla Villani Salumi dal 1973 al 2013 e responsabile del servizio alla clientela. E gli outsider? Se possibile compendiano le virtù di tutti gli altri, come Giorgio Manicardi alla Maserati e Alessandro Capitani alla Ferrari.
«Il vostro esempio ha commentato il sindaco nel consegnare le targhe ricordo - ci inorgoglisce. Rappresentate la continuità e anche imprese che hanno saputo valorizzarvi. Rappresentate quegli investimenti nelle risorse umane così necessari nella cultura d’impresa di oggi, quando sono richieste persone sempre più preparate.
Saverio Cioce
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