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Rapina e botte al cassiere: incastrati i due banditi

di Stefano Totaro
Rapina e botte al cassiere: incastrati i due banditi

Da Palermo a San Cesario per svaligiare in gennaio la filiale Bsgsp di 52mila euro Nei guai la coppia che li ha ospitati. Malvivente tradito da lentiggini e capelli rossi

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SAN CESARIO. È stato tradito dalle lentiggini e dai capelli rossi. D’altra parte era proprio lui il front man del sodalizio, quel bandito che entrava in banca e chiedeva di poter diventare cliente della filiale perchè vi voleva aprire il conto. Non poteva essere mascherato. Il suo complice, quello che poi entrava in azione e si dava da fare nello svuotare casse o bancomat, invece aveva il volto tutto coperto da un passamontagna. Era anche violento: senza motivo, a San Cesario, all’interno della filiale della Banca San Geminiano e San Prospero l’11 gennaio scorso, prese a schiaffi e pugni un cassiere. Lui non è stato tradito dalla sua violenza ma per il fatto di aver chiacchierato al telefono con il complice dai capelli rossi prima della trasferta e, come hanno evidenziato le schede telefoniche, di essersi portato da Palermo a San Cesario in auto assieme al suo complice, per poi rientrare con un bottino di 52mila euro.

Sono stati individuati e raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere i due presunti autori del colpo messo a segno l’11 gennaio alla filiale del Bsgsp a San Cesario. I due, il 19enne dai capelli rossi e il complice di 31 anni, sono di Palermo, vengono dallo stesso quartiere Zisa e attualmente si trovano già in carcere, il primo a Palermo il secondo alla Dozza di Bologna, per altre rapine. Si tratta dunque di pendolari delle rapine, che lasciano la Sicilia e si portano al Nord dove effettuano il colpo e poi rientrano. In questo caso i due sono stati ospitati a San Cesario da una coppia di palermitani che vive in paese, denunciata per favoreggiamento. I banditi sono stati incastrati grazie alle indagini squadra Mobile modenese, in particolare dallo staff guidato dall’ispettore Severi che ha agito in stretta collaborazione con il commissariato di San Lorenzo di Palermo. Dopo il colpo modenese (la tecnica, abbiamo visto, era prima l’ingresso del “rosso” che chiede di aprire un conto, poi, una volta negli uffici, estrae un cutter, blocca tutti e fa entrare l’altro col volto coperto che esegue la razzia) a distanza di un mese ne venne consumato uno analogo alla filiale del Mps a Firenze: i rapinatori vennero arrestati, il bandito a volto scoperto aveva i capelli rossi. Ecco che il fatto non passa inosservato, la Mobile modenese si mette in contatto con i colleghi palermitani, si intercettano le telefonata a cavallo del gennaio scorso e si notano gli spostamenti e il legame tra il 19 e il 31enne. Quest’ultimo, nel frattempo, era stato pizzicato dalle nostre parti proprio dalla polizia modenese perchè evaso dalla sorveglianza speciale: scappò poi dai domiciliari a Palermo per essere poi arrestato dopo una tentata rapina nel Bolognese.

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