Via Ricci, le aiuole della droga in piazzetta
Chi spaccia nasconde le dosi tra il verde e poi le ritira quando arriva il cliente. Bivacchi e degrado
Adesso la banda che staziona tra via Poletti e via Begarelli può contare su una vasta e protetta dépendance, un’intera piazzola che guarda via Ricci, con aiuole, porticato per ripararsi dalla pioggia, tunnel protetto di collegamento tra i due spazi e soprattutto pochi, pochissimi occhi indiscreti. Un vero paradiso per chi lavora in strada, per chi vuole farsi una birra con gli amici e bivaccare un po’, magari fumandosi uno spinello in compagnia per poi aspettare il cliente che viene a portare i soldi. Quando c’è l’affare ecco che chi deve consegnare la dose va nello spiazzo, fruga sapientemente nell’aiuola, e poi ritorna in strada, all’angolo oppure nel tratto dove c’è la sede dell’Ascom ed effettua la consegna. Se per caso lo spacciatore venisse fermato durante la consegna, avrebbe con sè sempre un piccolo quantitativo e per lui non ci sarebbero grossi grattacapi con la giustizia.
A raccontare tutto questo sono i residenti e chi, ormai pochi, lavora in zona: tutti dicono che dal pomeriggio in avanti quella piazzetta, soprattutto quando c’è freddo e piove, diventa il club dello spaccio, il ritrovo di chi fa al spola agli angoli delle strade nelle vicinanze oppure staziona nei pressi della sala scommesse, giusto per fare vedere che la propria “attività” è aperta.
E se non ci sono attività di spaccio, il porticato diventa un luogo di incontro e di bivacco, a giudicare dalle bottiglie e dai resti che si ritrovano la mattina dopo.
«Qui la situazione sta peggiorando di giorno in giorno - spiega a nome di tutti il titolare del negozio di toelettatura per animali proprio sull’angolo della piazzetta di via Ricci e che, in passato, venne rapinato da un balordo straniero - e se verso sera resto in negozio da solo perchè i miei collaboratori sono andati già via, allora mi chiudo dentro. Non c’è da stare tranquilli qui. Le bici? Guai a lasciarle fuori. Un esempio. Arrivo in bici, la chiudo con la catena ed entro per rispondere ad una telefonata. Due minuti: riesco, la bici non c’era già più». «E di sera - prosegue - è meglio lasciare la macchina vicino alla piazzetta, lungo via Ricci. Già in via Begarelli oppure anche in via Monte Grappa non ci si sente sicuri. Il raggio di azione di questa gente va appunto dalla piazzetta a via Poletti, Begarelli, via Piave dove c’è l’Ascom e anche di là da Ciro Menotti, dove ci sono via Monte Grappa e le laterali. Chi sta qui è circondato. Anche i residenti ormai parcheggiano e corrono in casa, come fosse un assedio».
Dunque se prima lo zoccolo duro dei frequentatori era quello che stazionava praticamente sotto alla telecamera di sicurezza collocata davanti alla sala scommesse, adesso ci sono gruppetti che stanno “invadendo” la più appartata piazzetta, creando così una specie di cintura, una loro zona “di competenza” che tiene da tempo in scacco chi vi abita o vi lavora.
Di sera, oltre al solito via vai di chi viene, compra e se ne va, oltre ai giovani, spesso ghanesi, che consumano hascisc o marijuana in strada, ci sono le risse, i litigi, le urla, i maghrebini che si ritrovano a bare. Le forze dell’ordine, lo sanno tutti in zona, passano, fermano, controllano, denunciano gli irregolari, a volte sequestrano droga. Ora si chiede loro anche di effettuare qualche blitz all’interno, nella piazzetta che serve da deposito per le dosi di droga da consegnare all’occorrenza, in modo da far capire a quei frequentatori che non sono degli intoccabili.
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