«Aiuti ma senza assistenzialismo»
Fondo anticrisi, Schena: «Le famiglie responsabilizzate con un patto sociale»
«I problemi economici proseguono e la Fondazione CR Carpi non fa mancare il proprio aiuto a chi si trova in difficoltà a causa della perdita del proprio lavoro». Parola di Giuseppe Schena, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, all’indomani della presentazione del nuovo piano di aiuti per le famiglie in difficoltà economica. L’ente a questo proposito ha stanziato 650mila euro.
«Il Fondo Anticrisi - continua Schena - in questi anni è stato un tassello importante nella tenuta sociale di questo territorio. Negli anni gli abbiamo dato corpo, per allontanarlo dal puro assistenzialismo e strutturarlo in un progetto capace di massimizzare le risorse messe a disposizione. Insieme alle Istituzioni locali e agli operatori sociali del territorio abbiamo costruito rete ampia e articolata che comprende la mappatura dei bisogni, il controllo degli aiuti e l'azzeramento della loro dispersione, oltre alla trasformazione dei destinatari degli sostegni economici in protagonisti di un percorso di qualificazione personale e di utilità per la propria comunità. Questo progetto si sta rivelando come una delle esperienze più significative sul fronte del contenimento del disagio prodotto dalla crisi occupazionale. Oltre a essere stato presentato quale modello per l'organismo nazionale delle Fondazioni bancarie italiane, ha destato grande interesse anche presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali».
«In un momento di congiuntura economica ancora difficile - hanno poi sottolineato Alberto Bellelli, sindaco di Carpi; Luisa Turci, sindaco di Novi di Modena e Roberto Solomita, sindaco di Soliera - come quello che stiamo vivendo e con le ferite del terremoto ancora non rimarginate del tutto il bando anticrisi messo in campo grazie alle risorse della Fondazione CR Carpi e dagli enti locali tramite fondi della Regione assume ancora una grande importanza per il nostro territorio. Sia per la forte sinergia messa in campo ancora una volta tra i soggetti promotori dell’iniziativa, sia per la professionalità, la passione e la determinazione dimostrata dagli operatori dei Servizi sociali dell’Unione delle Terre d'Argine nella gestione ormai pluriennale di questo strumento. Un’importante opportunità che non si ferma però al puro assistenzialismo visto che alle persone e alle famiglie che ricevono contributi economici nell'ambito di questo Fondo viene chiesto un impegno responsabilizzante per restituire alla comunità quanto ottenuto, attraverso la firma di un vero e proprio progetto d'inclusione tramite la sottoscrizione di un patto sociale di Cittadinanza attiva, che prevede lo svolgimento di lavori socialmente utili da parte di chi riceve contributi».
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