Luca e Marco, da Pavullo per un giorno con Springsteen
I due fratelli Manfredini hanno incontrato il Boss a Londra che poi ha fatto le foto ricordo
PAVULLO. Fare una foto col proprio mito e stringergli la mano. Il sogno di chiunque. È diventato realtà per i fratelli Luca e Marco Manfredini, fotografi dell'omonimo studio in centro, trovatisi a tu per tu nientemeno che con Bruce Springsteen. È successo nei giorni scorsi a Londra, in occasione dell'unica data europea di presentazione di “Born to Run”, l'autobiografia del Boss.
I due, megafan che da più di un quindicennio non si perdono una tappa italiana e soprattutto una news sul loro idolo, hanno captato subito l'annuncio della data dell'evento (top secret fino all'ultimo la location) che avrebbe dato modo ai pochi fortunati che si fossero accaparrati il biglietto di trovarsi a tu per tu con lui. Si sono dunque lanciati nell'epica caccia al posto a colpi di refresh continuo della pagina internet e alla fine ce l'hanno fatta. Si sono quindi precipitati in aeroporto e solo all'ultimo hanno ricevuto comunicazione che la presentazione era al mega palazzo a sei piani della libreria Waterstones. E alle 17 hanno vissuto il loro momento indimenticabile, preparato per meno di mille fortunatissime (e intraprendenti) persone provenienti da tutta Europa.
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Dopo l'incontro con i giornalisti infatti Bruce, con la sua solita semplicità, si è concesso per stretta di mano, foto e autografo sul libro con tutti i presenti tra il pubblico. Dall'Italia praticamente c'erano solo loro, e si sa che Bruce ha sempre un'attenzione particolare per il nostro Paese, da cui emigrò la famiglia di sua madre Adele Zirilli. E questo ha reso ancora più speciale l'occasione: «Quando ha saputo che eravamo italiani ci ha detto un bel “Ciao” e la stretta di mano è stata calorosissima – racconta Luca – non la dimenticherò mai per tutta la vita».
I due fratelli ovviamente sono arrivati con macchina fotografica al seguito, e al momento dell'incontro l'hanno consegnata allo staff che li ha prontamente immortalati. «È stata davvero una cosa forte – sottolinea Marco – lo abbiamo visto tante vole sul palco, ma trovarti Bruce lì davanti, fuori da quel contesto, e pronto a stringerti la mano è stato da pelle d'oca. Una scossa elettrica, un sogno diventato incredibilmente vero». (d.m.)
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