No, il fronte si compatta e si presenta a Modena
Il dado è tratto. Il fronte del No al referendum a Modena ha rotto gli indugi e si presenta apertamente alla cittadinanza con un incontro pubblico che il prossimo lunedì, 14 novembre, vedrà sfilare a...
Il dado è tratto. Il fronte del No al referendum a Modena ha rotto gli indugi e si presenta apertamente alla cittadinanza con un incontro pubblico che il prossimo lunedì, 14 novembre, vedrà sfilare a Palazzo Europa tutto il centrosinistra, militanti Pd ma anche tutto l’associazionismo a cominciare dall’Anpi, che non si riconosce nelle ricette del governo Renzi per rifare l’Italia.
Sul palco al Palazzo Europa alle 21 ci sarà Roberto Speranza, che a livello nazionale è uno dei volti più noti. Dunque vecchio Pd contro nuovo Pd? Conta dei dissidenti per prove tecniche di scissione?
«Ma insomma, sono i renziani che vogliono cacciarci - sbotta con una risata agrodolce Maria Cecilia Guerra, docente di economia nella nostra università ed eletta al Senato nel Pd - Noi non vogliamo buttar fuori nessuno, a cominciare dal dialogo sui contenuti del referendum. Niente slogan, per essere chiari. Così come rifiutiamo la logica degli avversari che vede nelle nostre posizioni un pregiudizio a priori contro Renzi, così noi ci rifiutiamo di chiamare opportunisti sindaci, esponenti politici o semplici cittadini che vitano Sì».
A ciascuno il suo insomma. Il fatto è che il documento comune sottoscritto da 85 figure di spicco del Pd modenese e di altre personalità del centrosinistra, che vede la Guerra ai primi posti dell’elenco, continua a raccogliere adesioni. Di ora in ora, oltre a visi più noti come l’ex capogruppo in Comune a Modena, Paolo Trande, o l’ex senatore Luciano Guerzoni (una vita nel Pci, fedele alla linea sino al Pd e oggi vicepresidente nazionale Ampi) continuano ad arrivare le firme. Chi sono? Ci sono ex sindaci come Muriel Guglielmini di Montefiorino, Angelo Flammia di Soliera, Alves Monari e Pierpaolo Borsari di Nonantola. Ma è sulla questione degli obbiettivi del referendum che la Guerra è un mastino.
«Per piacere vogliamo guardare cosa c’è scritto in quella benedetta legge - incalza la senatrice - Il malessere che ritroviamo trasversale in tutte le culture politiche, tra molti militanti ed elettori del Pd è fortissimo. Non è questo il modello d’Italia che abbiamo cercato di costruire quando è nato il Pd. È vero o non è vero che nel manifesto dei valori del nostro partito c’è scritto che la sicurezza dei diritti e nelle libertà individuali è nella stabilità della Costituzione, nella certezza che non è alla mercè della magioranza del momento? Con questa riforma invece si fanno a pazzi i punti fondamentali della costituzione, mettendo insieme anche la riforma elettorale viene fuori che i cittadini non si scelgono i senatori, che sono nominati dai partiti, e tutto viene accentrato sullo Stato centrale. Le autonomie locali? Il diritto dei cittadini a decidere sui propri territori? Tutto finito».
Saverio Cioce
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
