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Brandisce il Corano per evitare l’arresto

Brandisce il Corano per evitare l’arresto

Soliera. Tunisino bloccato dai carabinieri dopo l’ennesima minaccia alla ragazza che non lo vuole

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SOLIERA. Una specie di esorcismo con il Corano in mano, per tenere lontani i carabinieri e impedire che lo arrestassero.

Una scena condita da un delirio di parole urlate in arabo, che hanno impressionato quanti l’altro giorno hanno assistito, senza comprenderne i dettagli, ad una operazione chiarita ieri dal comando provinciale dell’Arma: ovvero l’arresto per stalking di Said, 25enne tunisino “senza fissa dimora” a Soliera e senza un lavoro regolare.

Per la verità un lavoro Said se lo era trovato: importunare oltre ogni limite di umana tollerabilità la cugina 19enne di cui si era “invaghito”, per usare un eufemismo.

La donna, terrorizzata, ha raccontato di centinaia e centinaia di messaggi che le venivano inviati ogni giorno al telefonino, infarciti di qualsiasi sorta di improperi e di minacce. Minacce che Said non ha avuto difficoltà ad esprimere anche di persona: «Tu sei mia, se non mi sposi ti brucio», e altre amenità non esattamente da “galantuomo”.

Nella ricostruzione che i militari della stazione di Soliera hanno fatto, c’è anzitutto il rapporto di parentela tra i due, ciò che ha favorito un primo approccio di Said alla ragazza, qualche mese fa. Quando però lui ha cominciato a pretendere la “consumazione” immediata di quella loro simpatia, e lei ha replicato che non ne avrebbe voluto sapere fino ad un eventuale matrimonio, Said ha incrementato il dosaggio, fino a che la ragazza - era l’agosto scorso - ha deciso di troncare ogni forma di relazione.

Tutto inutile. Nelle testimonianze che sono state raccolte si parla di pedinamenti ossessivi, di minacce di morte, di telefonate, e di quella alluvione di messaggini che avranno richiesto tante ore di “lavoro”.

A far perdere definitivamente la pazienza e la paura alla 19enne un episodio di pochi giorni fa: lui l’ha schiaffeggiata, come in antiche ritualità anche italiane, a significare la predominanza, la punizione della mancata sottomissione.

E invece la ragazza si è rivolta ai carabinieri. Che sono intervenuti quando Said l’ha assediata sotto casa, nella palazzina dove risiede, approfittando dell’assenza dei famigliari della cugina. All’arrivo dei militari Said ha impugnato il testo sacro della religione musulmana, brandendolo a mò di acqua santa per tenere lontani i militari, anche se l’unico indiavolato per la verità appariva proprio lui. Quando i militari lo hanno stoppato e invitato a seguirli in caserma, ha tentato di dimenarsi. Le manette, su disposizione del sostituto procuratore Pasquale Mazzei, sono scattate per stalking (viste le circostanze agli atti, anche questo è un eufemismo...) e per resistenza. Said ora è in carcere. In attesa del processo e magari di capire i limiti - legali e umani - di un corteggiamento. (ase)

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