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Cava Rubbiani, c’è la petizione «Controlli per chi entra di notte»

Perché c’è ammoniaca nei pozzi di Cava Rubbiani? Perché non si controllano gli accessi anche di notte? I residenti presso il cantiere fanno fronte comune e prendono per la prima volta la parola. Da...

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Perché c’è ammoniaca nei pozzi di Cava Rubbiani? Perché non si controllano gli accessi anche di notte? I residenti presso il cantiere fanno fronte comune e prendono per la prima volta la parola. Da marzo hanno assistito a una partita giocata davanti a loro e che ha coinvolto diversi soggetti.

C’è la Granulati Donnini, che ha in gestione l’area per lavori più volte interrotti; c’è la Lega per l’abolizione della caccia, che ha lanciato un esposto in Procura per inquinamento delle acque e disastro ambientale.

C’è la politica, con il Movimento 5 Stelle e la lista civica Nuovo San Cesario da una parte e il Comune dall’altra. Ci sono i risultati di diverse analisi, condotte sia nella zona dei lavori sia in pozzo privato. Dagli esami si evidenziano risultati abnormi nelle concentrazioni di ammoniaca (e manganese nel primo caso). Come mai? Le ipotesi più accreditate dagli estensori del ricorso sono due: riversamento di sostanze proibite o materiale interrato. Il 31 ottobre i cittadini di San Damaso hanno deciso di dire basta. «Nessuno deve permettersi di inquinare l’acqua che beviamo» si legge nella petizione indirizzata l’altro ieri all’assessore all’Ambiente, Giulio Guerzoni. Trenta firme di residenti che chiedono sia chiarezza sia provvedimenti. «Una volta c’era una sbarra per limitare gli accessi - esordisce Sara Gualdi, referente dell’iniziativa - ma poi s’è rotta. Abbiamo chiesto che venisse rimessa. Le macchine hanno ricominciato ad andare sull’argine, ci sono persone che non si sa cosa fanno e lasciano di tutto. Ovviamente la sbarra era un deterrente. Altri residenti hanno visto cisterne e camion. Noi chiediamo controlli da una vita. È anche una zona pericolosa, non è un posto in cui fare un campeggio. La situazione è lasciata in degrado». La prima firmataria afferma di aver già avuto un incontro con Guerzoni. «Ci ha parlato dell’acqua dell’acquedotto - riprende la donna - ma nessuno di noi ha detto che quella è inquinata. Noi ci lamentiamo dei pozzi che usiamo per irrigare. Non tutti bevono quell’acqua, ma se puoi mangiamo un ortaggio coltivato con ammoniaca o metalli pesanti non è il massimo». Non è sempre stato così. «Prima della riapertura della cava era pulita - spiega Sara - poi è risultato che contiene ammoniaca. Indipendentemente dalla possibilità di berla o no chiediamo come stia stato possibile riaprire la cava. All’inizio era stato detto che lì non si può scavare perché sotto c’è una faglia acquifera. Il Comune ha detto che faranno i controlli. La rete in molti punti manca e l’accesso è totale per chi vuole utilizzarla come discarica».

Gabriele Farina

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