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Disvetro di Cavezzo, così rinascerà la storica Villa Delfini

di Stefano Luppi
Disvetro di Cavezzo, così rinascerà la storica Villa Delfini

La splendida residenza che fu dello scrittore teatro di un imponente cantiere. Recupero di tutti gli edifici tutelati e dei dipinti. Un contributo da 5 milioni

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CAVEZZO. Quattro anni e passa nascosta dal parco e con evidenti le ferite di quel tragico maggio del 2012. Poi qualche giorno fa il cancello che riapre, i mezzi che entrano, le impalcature che salgono e circodano gli edifici per riconsegnarla anche al patrimonio culturale dei modenesi. Cinque milioni di euro stanziati per rendere ancora più bella, entro due anni, la storica villa Delfini di Disvetro. È partito da dieci giorni uno dei cantieri più importanti per la ricostruzione dei beni culturali lesionati dal sisma, appunto all'edificio amato nella prima metà del '900 dal grande scrittore Antonio Delfini. Oggi la villa, di origine settecentesca, non è più di proprietà degli eredi Delfini perché da un trentennio è in mano a Giuseppe Bencivenni.

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Il proprietario arriva all'apertura del cantiere dopo un periodo non semplice: le lesioni sono state profonde, la paura è stata tanta quattro anni e mezzo fa e arrivare al contributo non è stato semplice. Bencivenni non lo dice, ma a quanto sembra un primo progetto da circa 2 milioni di euro era stato rifiutato, tanto che ora si è passati a quello da 5 milioni compresi tutti gli oneri. "Siamo partiti - spiega il proprietario - da pochi giorni con la ricostruzione e il restauro: eseguiremo un miglioramento antisismico perché purtroppo non è possibile fare l'adeguamento. Saremmo stati costretti a distruggere parti storiche, come alcuni camini in scagliola, ma in ogni caso l'intervento è significativo".

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Bencivenni e il suo architetto Elena Borelli descrivono poi i lavori: "La parte centrale, settecentesca, dell'edificio per fortuna non è crollata quindi in quest'area procederemo al restauro, poi ci sarà anche il riassestamento dei dipinti della loggia posta al pianterreno oltre che dei camini in scagliola che dicevo. Interveniamo anche sul fabbricato laterale alla villa, in particolare al solaio dove saranno riposizionati le travi in legno. Inoltre è venuta giù per metà la casa del fattore, poco lontana dalla parte principale, su cui eravamo intervenuti dieci-dodici anni fa. Anche le cantine e i granai prevedono una messa in sicurezza, visto che erano stati lesionati dalla scosse seppur in modo non grave". I lavori non riguarderanno però solo la parte costruita: "Avremo presto da risolvere il problema del ripristino del giardino, perché con i passaggi dei camion necessari a togliere le macerie e poi per i lavori esso si è rovinato. Il bosco di cinque ettari invece è a posto, anche se attualmente è incolto". La villa, come detto, è tra le più storiche della nostra provincia: negli ultimi decenni era sede di una azienda attraverso la quale Bencivenni affittava le sale per matrimoni ed eventi. L'immobile è a corte cittadina, una edificazione tipica della bassa pianura modenese e qui Antonio Delfini - che aveva una villa anche a Modena - veniva non di rado e soffrì non poco quando la sua famiglia, nel 1935, fu costretta a privarsi della villa che però mantiene almeno nel nome la testimonianza dell'autore di "Poesie della fine del mondo" e "Fanalino della Battimonda".

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