Export negli States: Modena nel 2016 è quarta fra le italiane
È tra le province al vertice con 829 milioni, prima in regione Ora con Trump rischio di protezionismo e dollaro debole
Uno dei mille modi per valutare le ripercussioni dell’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca è prendere in esame le esportazioni dall’Emilia Romagna e dalle sue province verso gli Stati Uniti, poi domandarsi cosa potrà accadere con il clamoroso cambio e le successive scelte del nuovo presidente.
In primo luogo va sottolineato che, tra le province, Modena è quella che nel primo semestre ha esportato di più (829 milioni) verso gli Stati Uniti, mentre Ferrara è quella che presenta una maggiore dipendenza dal mercato americano. In quest’ultimo ambito Modena è seconda soltanto a Ferrara riguardo l’incidenza degli Usa nella valutazione complessiva delle esportazioni provinciali.
Nei primi sei mesi dell’anno le esportazioni totali dell’Italia verso gli Stati Uniti hanno superato i 18 miliardi di euro, l’8,8 per cento dell’intero export nazionale, terzo partner commerciale preceduto da Germania e Francia. Numeri importanti, che diventano di assoluta rilevanza per alcune regioni e province.
Oltre a vantare il primato regionale, Modena occupa anche una posizione di vertice a livello nazionale nella graduatoria per le esportazioni verso gli Stati Uniti nel primo semestre di quest’anno. Al primo posto c’è Milano con un valore di 1,8 miliardi, seguono Torino (946 milioni) e Potenza (923 milioni) ma al quarto posto c’è Modena con i suoi 829 milioni.
Ma restiamo in Emilia Romagna per ricordare che gli Stati Uniti sono il mercato più importante fuori dall’Unione europea per i prodotti emiliano-romagnoli.
Sono 4.811 le imprese dell’Emilia Romagna che nel 2015 hanno esportato verso gli Stati Uniti, un numero in crescita dell’1,4 per cento rispetto al 2014. In misura molto superiore è aumentato il valore delle esportazioni emiliano romagnole dirette verso gli Usa, oltre 6 miliardi di euro nel 2015 con un incremento che ha sfiorato il 20% rispetto all’anno precedente.
Il mercato statunitense risulta di facile accesso anche per le imprese più piccole, il 38% delle società regionali esportatrici verso gli Usa ha meno di 10 addetti, anche se l’86% del volume export è realizzato dalle imprese con almeno 50 addetti. Questo dato indica l’elevata concentrazione dell’export regionale, 3 miliardi sono realizzati da sole 25 imprese, i restanti 3 miliardi da 4.786 aziende.
Dal punto di vista settoriale va notato che sono 221 le imprese emiliano romagnole della filiera automotive che esportano negli Stati Uniti, realizzando sul mercato americano quasi il 30% dell’export complessivo del comparto.
Dopo l’elezione di Trump il timore diffuso deriva dagli annunci su protezionismo e dollaro debole ma in Italia gli imprenditori sono ormai assuefatti ad annunci da parte dei politici che non hanno seguito ed effetti pratici: per questo ora si preferisce cautamente attendere gli sviluppi reali e le conseguenze effettive delle scelte del nuovo presidente degli Stati Uniti.
Se proprio l'anno scorso l'Emilia Romagna aveva aumentato del 20% l'export verso gli States prima della frenata di inizio 2016, va anche evidenziato che fra le regioni è proprio l'Emilia Romagna quella più esposta verso gli Usa con una quota export del 10%, contro il 7% della Lombardia e l'8% del Veneto.
A livello italiano, con oltre un miliardo e 800 milioni, gli autoveicoli rappresentano la voce merceologica maggiormente esportata verso gli Usa, con quasi il 18% delle esportazioni del comparto. Per questo a risentire maggiormente di una eventuale flessione del mercato americano sarebbero la Basilicata (con un'incidenza del 49%), la stessa Emilia Romagna (29%) e la Campania (21%). In questo quadro sarebbe Ferrara la provincia più a rischio perché con oltre 94 milioni la voce autoveicoli rappresenta un comparto fondamentale nel portafoglio export. Al vertice delle esportazioni, con poco più di un miliardo di euro, la voce "macchine di impiego generale", vale a dire motori, pompe e compressori, apparecchiature fluidodinamiche. Tra le province leader del comparto le più colpite, in caso di eventuale flessione del mercato Usa, risulterebbero Massa Carrara (di quasi 100 milioni il suo export verso gli Usa, il 39%) e proprio Modena (19%).
Un altro quesito importante riguarda le imprese che investono negli Usa: complessivamente sono 2.737 le aziende italiane che controllano 5.477 imprese negli Usa: al primo posto c'è la Lombardia con 1.058 società, seguita dal Veneto (430) e dall'Emilia Romagna (400). Quasi la metà delle imprese investitrici appartiene al comparto industriale, delle quali 681 sono attive nel comparto metalmeccanico.
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