Gazzetta di Modena

Modena

Gli immigrati puliscono Formigine

di Fabrizio Tosi
Gli immigrati puliscono Formigine

Dopo le tensioni dei giorni scorsi  un gruppo di giovani, affiancati da addetti comunali, svolge lavori socialmente utili

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FORMIGINE. Da grandi a piccoli gruppi, da una prima accoglienza collettiva ad una individuale ma l'obiettivo rimane sempre uno: l'integrazione. Un processo su cui il Comune di Formigine, con la collaborazione di alcuni volontari, sta investendo molto per dare una mano sia ai giovani che ai migranti, giunti dal loro paese in cerca di stabilità e fortuna. Tre ragazzi originari del Gambia, insieme a Massimo Calzolari, un sessantenne formiginese si sono occupati di una delle 25 attività che il comune mette a disposizione, ovvero, la pulizia del suolo pubblico. «Ci siamo trovati qui, nel cortile della scuola media Fiori a raccogliere le foglie - afferma Massimo Calzolari - abbiamo svolto anche altre attività e devo dire che sono veramente soddisfatto sia dei ragazzi che del mio Comune, di cui sono fiero di far parte. I ragazzi hanno molta umiltà e tanta volontà, se continueranno a seguire questi valori andranno lontano... Lavoriamo in piccoli gruppi, sono più facili da gestire, grandi gruppi a volte potrebbero creare piccole complicazioni».

E lo sanno bene i tre ragazzi che ieri hanno raccolto le foglie all'interno della scuola media Fiori e proseguiranno nei prossimi giorni nella pulizia della pista ciclabile di Via Pio Donati. «Ho 19 anni e sono arrivato in Italia 7 mesi fa - dice Mustafà, il più giovane dei ragazzi - Mi piacerebbe studiare ingegneria e intraprendere, in questo splendido paese, una carriera lavorativa. Queste attività mi entusiasmano molto e mi sento trattato molto bene sia da Massimo che dal Comune che sta dando a me e agli altri ragazzi una possibilità che dalle mie parti non ho avuto».

Della stessa opinione anche Buvacarr, ventritrenne: «Sono arrivato in Sicilia in barca meno di un anno fa, da li sono arrivato a Bologna e poi a Formigine.Sono stato ospite all'Hotel Giardini per quasi due mesi e poi, grazie alla Caleidos ho preso casa insieme agli altri due ragazzi. Vivere in casa è un altra cosa rispetto all'albergo, siamo in 3, ci gestiamo da soli e abbiamo una maggiore indipendenza. Mi piacerebbe lavorare nel mondo della meccanica, ho sempre avuto la passione per i motori». Un futuro da pizzaiolo invece per l'ultimo dei ragazzi Lamin, 21 anni: «Sono venuto in Italia per imparare il mestiere di pizzaiolo. Sto facendo un corso all'interno di una pizzeria, quando impasto le mani nella farina, sono l'uomo più felice del mondo. Spero di avere qui una possibilità in più, perchè non ho nessuna intenzione di tornare a casa». Tutti e tre i ragazzi vogliono raggiungere gli stessi obiettivi: stabilità ed integrazione.

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