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La Cdr come storico esempio di integrazione in città

«L'integrazione è possibile - spiega il direttore della Cdr don Stefano Violi - lavorando in silenzio, ogni giorno, per questo obiettivo. A settant'anni dalla posa della prima pietra, l'antica...

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«L'integrazione è possibile - spiega il direttore della Cdr don Stefano Violi - lavorando in silenzio, ogni giorno, per questo obiettivo. A settant'anni dalla posa della prima pietra, l'antica missione continua a essere molto attuale e per questo rilanciamo l'area con azioni volte alla lotta al degrado, alla riqualificazione, alla messa in sicurezza antisismica e all'attenzione per l'ecologia». Si apre dunque un nuovo corso per la Città dei Ragazzi e il giovane parroco non nasconde il suo entusiasmo: «Qui tutto si fonda su tradizione e innovazione, sviluppo e inclusione, fede cristiana e fede civile unite nella costruzione armonica di una città ordinata e accogliente. Intanto nuove sfide si sono affacciate sul mondo giovanile; nuove paludi attanagliano i nostri centri rischiando di trasformarli in antiche periferie. Per questo la Città dei Ragazzi si è confrontata con l'accoglienza nei confronti dei giovani provenienti da altre nazionalità, una nuova sfida tanto che oggi seguiamo ragazzi provenienti da oltre ottanta nazionalità diverse. Saranno anche loro i protagonisti del tessuto lavorativo e sociale della Modena di domani».

Don Stefano ringrazia poi la Fondazione: «Proprio in vista di un rilancio nel futuro dell'ispirazione originaria si inscrivono la azioni che abbiamo organizzato, finanziate dalla Fondazione cassa di Risparmio e volte a creare anche la possibilità per una nuova formazione scolastica. In particolare per l'insegnamento delle nuove tecnologie che si affacciano sul mercato del lavoro un nuovo stabile che realizzeremo qui diverrà il simbolo del nuovo corso della CdR. L'intervento infine ripristinerà parte delle recinzioni, per mostrare al quartiere la bellezza di un servizio ormai settantenne». (s.l.)

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