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Modena. Bper, Ettore Caselli verso le dimissioni da presidente

Modena. Bper, Ettore Caselli verso le dimissioni da presidente

Potrebbero diventare ufficiali nell’assemblea del 26 novembre. Al 30 settembre utile netto della banca a quota 101 milioni (+22,5%)

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MODENA. La giornata di giovedì era dedicata all’annuncio di un positivo resoconto trimestrale per Bper Banca ma al tempo stesso hanno preso corpo le voci sempre più insistenti, riportate da un’agenzia giornalistica, delle imminenti dimissioni per motivi personali da parte del 74enne presidente Ettore Caselli, che guida l’istituto di credito modenese dal 18 gennaio 2011, quasi sei anni. Le dimissioni potrebbero essere annunciate sabato 26 novembre in occasione dell’assemblea in cui verrà sancito il passaggio della banca a società per azioni. Le stesse indiscrezioni che riguardano le imminenti dimissioni di Caselli indicano in uno dei tre attuali vicepresidenti il probabile successore, anche perché Caselli sarebbe intenzionato a restare nel Cda, precludendo possibili nuovi ingressi. I candidati potrebbero quindi essere Luigi Odorici, Alberto Marri e Giosuè Boldrini. Ettore Caselli ha iniziato la carriera nel 1964 al Bsgsp ed è entrato nella Popolare di Cavezzo nel 1984; tre anni dopo questa banca è stata incorporata nella Popolare dell’Emilia Romagna e da quel momento Caselli ha ricoperto incarichi crescenti. Caselli fino allo scorso anno è stato anche presidente di Assopopolari.

Ieri il Cda di Bper Banca ha approvato i risultati individuali della banca e consolidati di Gruppo al 30 settembre scorso. Bper evidenzia «la solidità patrimoniale ai vertici del sistema bancario italiano e tra le più elevate in Europa con un CET1 ratio Phased in pari al 14,47%. Stock di sofferenze lorde in calo del 2,0% da fine 2015 grazie, in particolare, ad alcune operazioni di cessione per un valore lordo totale di circa 500 milioni di euro, senza impatti significativi a conto economico. Impieghi alla clientela netti in crescita dello 0,1% (lordi +0,6%) nei nove mesi escludendo le cessioni di sofferenze. Utile netto del periodo a euro 101,2 milioni (euro 120,8 milioni se si escludono i contributi ai Fondi di Risoluzione e di Garanzia dei depositi) con una crescita del 22,5%. Ricavi dell'attività caratteristica in contrazione del 3,6% nel periodo, compensata dalla riduzione delle rettifiche nette complessive (-10,0% anno su anno) che registrano il livello più basso degli ultimi 5 anni».

«I risultati - ha detto l’Ad Vandelli - confermano l'elevata solidità del Gruppo e il conseguimento di un soddisfacente livello di redditività. L'utile netto supera i 100 milioni di euro, nonostante il perdurare di un contesto economico e di tassi particolarmente difficile e dopo aver spesato i contributi dovuti dal Gruppo per tutto il 2016 ai Fondi di Risoluzione e di Garanzia dei depositi. L'attività ordinaria di finanziamento alla clientela si mantiene sui livelli di inizio anno».

Stefano Turcato

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