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Ladri acrobati, piaga di Bomporto

Ladri acrobati, piaga di Bomporto

Nuove incursioni serali. Negoziante disperata: «Via soldi e gioielli, la terza volta»

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BOMPORTO. I ladri acrobati continuano a torturare Bomporto e frazioni.Stavolta parliamo di un furto tentato e uno riuscito.

È accaduto mercoledì in paese; a farne le spese due abitazioni che distano poche centinaia di metri l'una dall'altra.

Medesima la modalità: si sono arrampicati sul balcone. Il furto - con bottino di più di mille euro - è avvenuto in un appartamento al primo piano di un condominio di via Vivaldi.

«Mi hanno preso tre orologi griffati, tre paia di orecchini d’oro e uno in argento con Swarovski e diversa bigiotteria che vendo qui da me, da 40 euro al pezzo - racconta una nota negoziante, L.P., che nell’appartamento derubato vive col coniuge - si sono prima arrampicati sul terrazzo, poi hanno forzato la porta finestra e infine si sono introdotti. Io e mio marito eravamo entrambi fuori, ce ne siamo accorti solo alle 19.30 quando siamo rincasati. Abbiamo trovato le camere da letto completamente a soqquadro e per portare via il malloppo, hanno usato la federa di uno dei cuscini. Sono stanca e arrabbiata per il ripetersi di questi episodi, è la terza volta che ci derubano in 9 anni».

Meglio è andata a Giuseppe Privi, 77 anni, vedovo, che vive invece in un appartamento al secondo piano di una palazzina di via Tagliamento. Qui i malviventi hanno tentato il colpo, senza essere riuscirci.

«Sono rientrato poco prima delle 22 e tutto sembrava in ordine - afferma Giuseppe - poi ho provato ad abbassare la tapparella della cucina e non scendeva. Allora mi sono insospettito e sono uscito sul balcone che da sul cortile interno. Ho trovato la zanzariera e lo stendino spostati e alcuni trucioli di legno a terra. Così ho controllato la porta finestra e ho capito che qualcuno aveva provato a forzarla per introdursi in casa. Per fortuna ha retto e non c’è riuscito. Deve essere salito in terrazzo arrampicandosi sul tubo del gas. Mi è andata bene, ma non si può più stare tranquilli; prima il terremoto, poi l’alluvione, è morta mia moglie e ora anche i ladri». Valentina Corsini

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