Nuovo canone concordato per gli affitti nel Distretto
Firmato l’accordo che interessa Sassuolo e gli altri Comuni con aggiornamento dei canoni mensili più coerenti con l’attuale situazione del settore immobiliare
Firmato il nuovo accordo territoriale che regolerà i contratti di affitto a canone concordato nei Comuni del distretto ceramico: Sassuolo, Formigine, Fiorano, Maranello, Prignano, Palagano, Montefiorino e Frassinoro. Il patto segue la scia degli analoghi accordi stipulati a gennaio per il Comune di Modena, a maggio per i Comuni delle “Terre d'Argine”, a giugno per l'Area Nord, a luglio per il distretto di Castelfranco, a settembre per l'Unione Terre di Castelli e a ottobre per il Frignano. Firmato dai sindacati degli inquilini Sunia (Cgil), Sicet (Cisl), Uniat (Uil) e da Asppi, l'associazione che tutela la piccola e media proprietà immobiliare, il documento va a sostituire il precedente che risaliva al 2005 ed è volto a stabilire canoni mensili più coerenti con l'attuale situazione immobiliare, semplificando e aggiornando i parametri che portano alla definizione dei contratti.
Ma quali sono le principali novità di questo nuovo accordo? Una delle principali novità introdotte è la riduzione delle zone in cui vengono suddivisi i quattro Comuni di pianura (Sassuolo, Formigine, Fiorano, Maranello) e i quattro Comuni di montagna (Prignano, Palagano, Montefiorino e Frassinoro). Dalle precedenti tre-quattro aree si passa a due zone Omi, con le eccezioni di Spezzano, Pozza e Gorzano (per la vicinanza con il capoluogo), secondo i principi stabiliti dell'agenzia del territorio. Le nuove aree in cui risulta suddiviso il territorio divengono: zona Centro, più Spezzano per Fiorano - Gorzano e Pozza per Maranello; zona Suburbana e zona Rurale.
Questa nuova suddivisione si unisce alla rimodulazione delle fasce di oscillazione del canone mensile, che unificano i minimi e riducono i massimi di una percentuale che arriva fino al 15% (concretamente, per un alloggio di medie dimensioni, la riduzione può arrivare fino a 50-60 euro mensili, e fino a un massimo di 100 euro mensili per gli alloggi più grandi). Inoltre si è preso atto della dinamica di sviluppo degli ultimi dieci anni per Formigine. Altro discorso per i quattro comuni di montagna dove la riduzione è molto più importante: da un minimo del 50 al massimo dell'80%. La modifica si è resa necessaria per recepire l'attuale valore di mercato degli immobili, purtroppo in contrazione, in particolare per la montagna, per varie ragioni, sia recenti che di lungo periodo. Superato il vecchio criterio delle aree di minore o maggiore pregio. Questo risultato è senza dubbio migliorativo di quanto era stato precedentemente in uso ed ha avuto consensi favorevoli da parte dei sindacati che rappresentano le parti.
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