«Ci è sembrata da subito una cosa strana»
Sono stati Volmer Franzoni e Gianfranco Cecconi (nella foto), modenesi con seconda casa in Appennino, a ritrovare il 16 ottobre la bomba lanciata da un’aereo americano (probabilmente per liberarsi di...
Sono stati Volmer Franzoni e Gianfranco Cecconi (nella foto), modenesi con seconda casa in Appennino, a ritrovare il 16 ottobre la bomba lanciata da un’aereo americano (probabilmente per liberarsi di un peso in un momento di difficoltà) nei boschi di Montecreto. «Era una domenica mattina – raccontano – e nel girare ci siamo accorti di una cosa strana che affiorava dal terreno. Il primo pensiero era che fosse un tubo, ma non aveva senso lì. Allora ci abbiamo un po’ scavato ai lati con i bastoni e abbiamo capito che con tutta probabilità si trattava di una bomba». E qui nel gestire la situazione è stato fondamentale il punto di riferimento rappresentato a Montecreto dal museo di comunità “La casa dei leoni di pietra”, che conserva tanti cimeli di guerra. «Serviva una persona del posto per gestire la situazione – precisano – e abbiamo pensato di chiamare il responsabile Carlo Beneventi, che ha subito contattato i carabinieri di Sestola e si è fatto carico della firma di tutti i verbali». Fino alla decisione di evacuare i paesi per spostare e far brillare la bomba. (dm)
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