“Cuore e gambe” Il mito di Dorando rivive nei fumetti
Le belle immagini riprendono la campagna carpigiana dove il campione si allenava per le Olimpiadi del 1908
Dorando diventa letteratura a fumetti. Sono quasi 110 anni - erano le olimpiadi di Londra del 1908 - che si parla dello sconfitto più illustre della storia, Dorando Pietri, carpigiano. L’epopea del grande maratoneta è stata illustrata attraverso praticamente tutti i linguaggi artistici disponibili, dal cinema alla scultura, dalla pittura alla fiction televisiva.
Mancava la letteratura a fumetti, la graphic novel che è un genere in forte ascesa. Ci ha pensato la casa editrice specializzata veneta Tunué che ha dato alle stampe “Dorando Pietri. Una storia di cuore e di gambe”, realizzata da Antonio Recupero e Luca Ferrara. I due autori hanno scavato, letteralmente, nella lunga vicenda di Pietri mettendone in risalto tutte le caratteristiche della sua vicenda. I valori trasmessi, infatti, sono quelli della passione, della fatica e del lavoro, della tenacia, in una frase: non mollare mai - o l’ormai famoso “tenere botta” emiliano - perché prima o poi dopo tanti problemi arriva la redenzione. Dorando Pietri - al netto di vicende di doping ancora poco chiare dopo oltre un secolo - le incarna tutte e sfogliando le pagine di questo “fumetto” per adulti è possibile coglierle. La vicenda narrata per immagini e testi da Recupero e Ferrara è quella che ormai tutti conoscono: il corridore Pietri arriva in testa allo stadio di Londra, per l’ultimo giro della gara più importante delle Olimpiadi, la maratona appunto. Dorando è stremato, ha esaurito tutte le sue forze in una gara davvero al limite, eliminando via via tutti gli avversari più pericolosi. Ma cade, quasi come un Gesù laico sulla via del Calvario, a pochi metri dal traguardo. Lo sorreggono alcuni giudici - tra cui forse il futuro grande scrittore Arthur Conan Doyle - e lo aiutano a tagliare il traguardo. Campione olimpico.
Ma presto arriva la doccia fredda sotto forma di squalifica e la vittoria va al secondo classificato, l'americano Johnny Hayes. La regina Alessandra d'Inghilterra, però, decide di premiare lo stesso Dorando Pietri che oggi è famoso in tutto il mondo a differenza di quel lontano collega d’oltre oceano. Tutto ciò è illustrato dallo sceneggiatore Antonio Recupero (Messina 1977) e dal disegnatore Luca Ferrara (Cava dei Tirreni, 1982) in alcune centinaia di strisce. Come si vede dalle immagini la scelta autoriale è andata in direzione di immagini molto luminose - la luce della campagna carpigiana - o particolarmente grigie, per quanto riguarda la parte ambientata a Londra. Mentre i testi sono sempre piuttosto brevi per dare vivacità alla storia, il segno è praticamente ad acquerello anche se con una particolarità. «Tutte le immagini - spiegano i due autori - sono state colorate al computer simulando appunto il tratto ad acquerello».
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