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Cure e giorni decisivi: il medico rischia di perdere la vista

Cure e giorni decisivi: il medico rischia di perdere la vista

Ottimista Cavallini, responsabile di Oculistica del Policlinico «Ustioni importanti ma contiamo su una forte reazione»

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Per la vista di Stefano Tondi sono giorni decisivi. Bisogna vedere se l’immediata controffensiva messa in atto dall’équipe medica del reparto di oculistica del professor Cavallini faccia il suo effetto, creando quella reazione che i medici auspicano, anzi sono fiduciosi che possa arrivare.

Perché il quadro è generale è molto preoccupante, se si pensa che per quanto riguarda le cellule staminali, quelle che si trovano in una particolare zona dell’occhio e che sono deputate a rigenerare, hanno subito un attacco violentissimo, un livello di gravità tre, su una scala da uno a quattro.

Il rischio è la cecità, che il primario perda la vista. La possibiltà c’è ma, come ha spiegato il primario Cavallini, anche in questa situazione estrema ci sarebbero vie d’uscita, non sarebbe tutto perduto: il reparto è in grado di assicuragli sia il trapianto di cellule staminali e che quello delle cornee e risolvere drasticamente i problemi.

Come ha spiegato Cavallini, il getto di soda caustica sparato dal fucile giocattolo ha centrato il volto di Stefano Tondi. Non è stata notata anche l’azione devastante dovuta anche al “colpo” dato dal getto d’acqua, il che sta a significare che lo spruzzo non è partito da molto vicino ma da una certa distanza. La soda ha invaso gli occhi e ora il medico ha un decimo di vista nell’occhio sinistro e due decimi in quello destro. «Stefano Tondi - ha spiegato Cavallini - ha una diffusa ustione bilaterale su entrambi gli occhi che determina un opacamento della cornea a causa della necrosi. Abbiamo limitato al massimo i danni e ora siamo nella gestione della seconda fase con la cura delle sequele determinate dalla complessa infiammazione in corso. Il paziente rischia una cecità, non totale, perché ha ancora un decimo che comunque potrebbe calare se la situazione dovesse peggiorare. Noi, però siamo ottimisti». Già ieri ancora parecchi lavaggi, terapie antibiotiche e tanta vitamina C. E il morale? «Beh intanto va detto che non sta sentendo dolore - spiega cavallini - e poi è un medico, non gli si può “nascondere” le cose più di tanto. È stato fondamentale che abbia subito provveduto ai lavaggi degli occhi con parecchia acqua. Il morale, tutto sommato, è buono». Il professor Gianmaria Cavallini ha poi spiegato di conoscere «per la bravura e le capacità di cardiologo» la vittima dell'aggressione e «mi sto accorgendo che deve essere anche molto amato perché sto ricevendo molte telefonate di persone che mi chiedono informazioni sulle sue condizioni di salute». Michele Tondi, figlio del primario, è invece ricoverato nel reparto di dermatologia perché non ha avuto danni a livello oculare ma solo ustioni al cuoio capelluto, ustioni profonde su un’area più ristretta del capo: resterà in ospedale per almeno una settimana. Il direttore generale del Policlinico Ivan Trenti: «Non riusciamo a capacitarci dell’accaduto, Stefano Tondi è una persona buona, che non ha mai fatto male e mai farebbe male a nessuno. E inoltre è un medico molto bravo e molto stimato».

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