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In 150 schierati per il Sì: «Ora si cambia davvero»

In 150 schierati per il Sì: «Ora si cambia davvero»

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«Testimoni del Sì verso la comunità civile: Se non ora quando». È questo lo slogan scelto da 150, tra ex-amministratori e dirigenti della cooperazione modenese, per invitare i modenesi a schierarsi per il Sì al referendum del 4 dicembre. L’ex-presidente della provincia Sabattini guida la folta pattuglia che comprende ex sindaci come Roberto Adani, Liliana Albertini, Luca Gozzoli, Gian Carlo Banorri Giorgio Baroni, Luciano Beccati, Romano Canovi, Daria Denti Fernando Ferioli, mauro Fantini, Daniela Malavasi, Mauro Biondi, Demos Malavasi, Franco Richeldi, Alessandra Serafini. E ancora professori universitari come Giuliano Muzzioli e Francesco Cavazzuti, medici come Marco Beneduce, avvocati come Maro Mango, dirigente delle coop come Enrico Beretta, Adelmo Corassori, Gaetano De Vinco, Mauro Galavotti, Marco Gigli, Franco Grossigli, Oscar Guidetti, Nadia monari, Italo Pignatti e ancora l’ex-presidente della provincia Graziano Pattuzzi, funzionari Cna, della Cisl, consiglieri comunali

«Forniremo testimonianze ad amici, a imprenditori», elenca Eros Valenti introducendo una strategia che sembra essere soprattutto quella di divulgare il sì nella vita di tutti i giorni, incontrando le persone.

Non si rischia di avere poco appeal verso i giovani? «A Modena ci sono oltre trenta comitati per il sì - prosegue Valenti - e in diversi hanno iniziato a dare informazioni nelle scuole. Non si tratta di fare propaganda, ma di far conoscere le ragioni del Sì». Valenti paragona l’Italia a una nave in tempesta in cui il premier Matteo Renzi è il timoniere.

«Se non c’è si fa più fatica a governare», assicura lo storico rappresentante del mondo delle cooperative agricole. Farebbe bene a dimettersi in caso di vittoria del No? Nessuna risposta diretta da parte di nessuno degli intervenuti. «Sta passando un messaggio di paura legato al No - commenta Domenico Pacchioni - ma i ragionamenti di prospettiva sono legati al Sì». «Se vince il no - riprende Werther Cigarini - non so per quanti anni si blocca il processo riformatorio. È un modo per produrre instabilità politica e mettere in crisi il governo senza conoscere un’alternativa: un atto irresponsabile». «Sarebbe una vittoria di Grillo o Salvini - ribadisce Valenti - non certo di Bersani». La spaccatura nel Partito democratico è chiara a tutti i presenti. «La sinistra del No è divisa in nove gruppi - assicura Franco Del Carlo - che vanno dal moderato Cuperlo ai confusi Speranza e Bersani fino a Turigliatto. Pensare che si riesca a mettere insieme la sinistra dopo la vittoria del no è pura utopia». «Non si capisce bene perché non creare le condizioni per superare il bicameralismo perfetto - si chiede Valenti - ora che c’è una risposta concreta, seppur perfettibile». I sondaggi danno però in vantaggio il No. «Gli italiani hanno sempre scelto bene nel momento delle grandi scelte - conclude Sabattini - anche negli Stati Uniti i sondaggi davano Clinton in vantaggio…». (g.f.)

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