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La modenese Beatrice Borellini tra i 25 studenti migliori d’Italia

di Davide Berti
La modenese Beatrice Borellini tra i 25 studenti migliori d’Italia

Diplomata con lode al liceo Muratori-San Carlo, si racconta: «Sentirsi a scuola come a casa e non rinunciare agli amici»

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MODENA. Carattere deciso, ma non potrebbe essere altrimenti. E quando le dite che è una studentessa modello non vuole nemmeno sentirselo ripetere. Ma la sostanza non cambia. E anche se lei ha studiato liceo classico, sono i numeri che la premiano: Beatrice Borellini è tra i 25 studenti italiani più meritevoli e lunedì salirà al Quirinale, ricevuta dal presidente Sergio Mattarella. Diplomata lo scorso anno al Muratori-San Carlo con 100 e lode, vanta un curriculum di tutto rispetto anche nei precedenti quattro anni, dove la media dei suoi voti ha centrato anche la doppia cifra, o comunque sempre di pochi decimi inferiori al dieci. Un mostro? No, una ragazza normale, nel senso più sereno e rassicurante che questa parola può avere.

Beatrice, 19 anni appena compiuti e matricola all’università di Firenze dove frequenta Medicina, sarà nominata Alfiere del Lavoro.

Più soddisfatta o più stupita?

«È un riconoscimento che ovviamente non può che farmi piacere, ma voglio anche dargli il giusto peso: mi riempie d’orgoglio il ricevimento con il Presidente della Repubblica, ma so bene che non significa essere arrivati, anzi. Sto coi piedi per terra, mi emoziono e continuo a studiare».

Ecco, appunto: dove?

«Sono entrata a Medicina a Firenze. Mi trovo benissimo e spero che questa possa essere la mia strada».

Idee già chiare sulla specialità?

«È presto, ma non fatico a dire pediatria. È un mondo che mi piacerebbe molto conoscere da vicino, spero di riuscirci. Ma se penso solo a qualche mese fa, quando ero indecisa tra Medicina e Lettere Classiche, dico che la strada è ancora lunga».

Due discipline agli antipodi.

«Ha vinto Medicina. Sono sempre stata interessata da ciò che regola il nostro corpo, così come è affascinante studiare per guarire ciò che può metterci in ginocchio. È una sfida, e la vivo come tale».

Latino e greco: sono bastati quelli del liceo?

«Gli anni del liceo sono stati i più belli fino ad oggi, un’esperienza indimenticabile che auguro ad ogni ragazzo. Sono una grande sostenitrice del liceo classico, scuola che forma soprattutto mettendoci nelle condizioni di avere uno spirito critico verso ciò che ci circonda, spingendoci sempre ad andare fino in fondo».

Materia preferita?

«Biologia, forse per quello sono poi arrivata a Medicina...».

Cos’ha pensato quando è stata selezionata per il ricevimento al Quirinale?

«Che gli anni bellissimi che ho vissuto sono stati premiati. Ho provato gioia, certo, ma non mi carico di aspettative o di responsabilità. Sapevo della candidatura ma non me lo sarei mai aspettato. Non ci pensavo nemmeno più. E invece...».

Si sente un mostro?

«No, e non ditemelo. Mi sento una studentessa come le altre».

Si ma la media del dieci... Avrà fatto delle rinunce.

«Come tutte le persone che studiano, ma ho sempre messo dei paletti al mio tempo, è questione di organizzazione. Non ho mai rinunciato ai mie i hobby o ad una serata con gli amici. Ho sempre fatto danza, e ho apprezzato la scuola anche in tutto quello che non è attività ordinaria. Mi riferisco alle tante opportunità di approfondimento, e non sempre legate allo studio. Penso anche alle feste tra noi studenti, al teatro, ai momenti di confronto: tutto questo è scuola attiva, ed è ciò che auguro ai ragazzi di oggi».

Hobby?

«Cinema e lettura».

Ultimo film visto?

«Fuocammare: lento ma ricco di spunti interessanti».

Ultimo libro letto?

«La figlia del capitano, ma il mio autore preferito resta Pirandello».

A casa cosa le hanno detto?

«Tutti molto contenti, ovviamente. Saranno con me a Roma».

Lei, che la scuola l’ha vissuta a pieno, se dovesse dare un consiglio per disegnare la scuola ideale?

«Stare sempre accanto ai ragazzi, stimolarli con tante attività per fare sentire la scuola come una casa. E, nell’ultimo anno, dare più importanza all’orientamento per il lavoro. Per noi ragazzi quella è la scelta più difficile».

@dvdberti

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