Stefano Tondi aveva subìto un agguato a Vignola, era la prova dell'aggressione?
Sempre davanti a casa e di sera qualcuno l’aveva sorpreso alle spalle urlando: «Fermo, alza le mani»
MODENA. Dieci giorni prima dell’assalto con la soda caustica, Stefano Tondi il primario di Cardiologia dell’ospedale di Baggiovara aveva subìto un altro agguato.
Un episodio che non ha avuto conseguenze fisiche, niente ferite nè contatto diretto con il bandito, ma sicuramente un episodio choccante per il medico e che era stato segnalato alle forze dell’ordine.
Qualcuno aveva atteso sotto casa il medico, in quella zona di campagna, buia, isolata, davvero perfetta per tendere agguati, per derubare, per compiere crimini.
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Qualcuno nel buio, mentre il medico stava avvicinandosi al portone di casa e stava giusto preparando le chiavi per entrare, è sbucato dal nulla e si è fatto sentire.
Non con un getto di soda caustica ma con la voce, con l’intimidazione, con l’annuncio di un’azione criminosa. «Fermo, mani in alto, alza le mani» Una frase come gridata, una testa, viene da dire, quasi “classico”.
A volta la paura può impietrire chi ne viene assalito improvvisamente e in un contorno molto sfavorevole, oppure, e questo è il caso del primario, spinge ad una azione, ad una reazione immediata. Stefano Tondi ha avuto la forza di scappare: forse non si è nemmeno voltato ma ha corso quei pochi metri che lo separavano dal casa, si è precipitato verso il portone, lo ha aperto e si è chiuso dentro.
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Angosciato, impaurito, sconvolto, ma salvo. Dell’episodio il medico mise a conoscenza poche persone, amici di famiglia e dell’ambito strettamente professionale: era ovviamente molto preoccupato per questo accaduto, per questa violenza subìta proprio sotto casa. Uno sconosciuto che ha agito in modo mirato, attendendo l’arrivo della sua vittima e che conosceva l’abitazione, i luoghi, dove nascondersi.
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Se fosse stato un semplice ladro sarebbe entrato in azione in modo diverso, se fosse stato un rapinatore, qualcuno cioè che voleva derubare la persona, avrebbe potuto entrare in azione in altri luoghi, da cui poter fuggire in modo più celere. Insomma un fatto inquietante e che apriva molte ipotesi investigatore.
Poi ecco l’aggressione con il fucile ad acqua riempito con la soda caustica. Gli investigatori cercano collegamenti, tracce univoche, qualcosa che li porti a risalire a questo persecutore. (s.to)
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