«Atto di fredda premeditazione per far soffrire la sua vittima»
«Siamo di fronte a una persona determinata. Che ha il chiaro intento non di uccidere, ma di infliggere una severa e duratura punizione alla sua vittima, una punizione che lasci il segno il più a...
«Siamo di fronte a una persona determinata. Che ha il chiaro intento non di uccidere, ma di infliggere una severa e duratura punizione alla sua vittima, una punizione che lasci il segno il più a lungo possibile». Inizia così l’analisi, compiuta dallo psichiatra Camillo Valgimigli, della psiche dell’autore dell’agguato ai danni del dottor Stefano Tondi, al quale ci siamo rivolti per capire come si possa arrivare a tanto. «Ovviamente parliamo in linea teorica, sulla base di quelle che nella casistica sono i comportamenti di questo tipo. Sarà l’autore dell’atto a chiarire le sue motivazioni, che comunque sono bene individuabili». Secondo il dottor Valgimigli siamo di fronte al comportamento di una persona che «sembra come voler infliggere alla vittima una sofferenza pari o superiore a quella patita. E questa sofferenza viene inferta a chi direttamente o indirettamente viene ritenuta responsabile di queste sofferenze. Si comprende quindi come una delle principale piste investigative, mi pare di capire dalla lettura dei giornali, si muova proprio nell’ambito professionale del medico vittima dell’agguato. Dei suoi pazienti o familiari. Il modo di agire corrisponde».
Quanto al fatto di aver scelto proprio la soda caustica per colpire il dottor Tondi al volto, mettendolo a rischio di perdere la vista, anche qui il gesto è significativo. «C’è la volontà di lasciare un segno indelebile nella vittima, privandolo in modo doloroso della vista. Infliggere una sofferenza e un dolore che verrà ricordato ogni volta che il dottore tornerà a guardarsi allo specchio e al tempo stesso impedendogli di continuare a lavorare e a curare le persone». Secondo Valgimigli pare evidente che non si tratti di un gesto estemporaneo, di un raptus. «Mai come in questo caso siamo di fronte ad una fredda determinazione. Chi ha agito così nei confronti del dottor Tondi sapeva benissimo cosa fare, come fare. Ha probabilmente preparato a lungo il suo piano criminoso studiando abitudini del medico e cercando il modo più efficace per raggiungere il proprio obiettivo: far soffrire il dottor Tondi, ma senza ucciderlo».
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