Gli occhi di Stefano Tondi sempre a rischio: le condizioni sono stabili
Oculistica e Dermatologia “blindate”: vietate le visite di amici o parenti Il cardiologo rimane in fase critica, il figlio in cura ancora per qualche giorno
Niente visite, reparto blindato e contatti con l’esterno limitati all’essenziale. L’équipe medica che segue Stefano e Michele Tondi, padre e figlio ustionati dall’acido, hanno deciso di fare regnare la quiete nei reparti di Oculistica e di Dermatologia, in pratica all’ottavo piano del Policlinico
«In questi giorni - è spiegato nel bollettino medico diramato dalla direzione sanitaria - sono giunte al Policlinico numerose attestazioni di stima e messaggi di auguri per il dottor Tondi, professionista molto stimato e conosciuto. Inoltre, sono numerosi i colleghi e gli amici che hanno chiesto di visitare il paziente. I medici, però, in accordo con la Direzione sanitaria, hanno deciso di non autorizzare visite, perché in questa fase delicata della terapia è fondamentale assicurare la massima tranquillità al paziente».
C’è dunque bisogno di tranquillità e soprattutto di assenza di stress. Una blindatura che viene garantita anche dalla presenza costante di almeno due guardie giurate a garantire la zona off limits a tutti, sia agli amici che, ovviamente, ai malintenzionati,
Le condizioni del primario sessantenne non si sono aggravate ma permangono gravi. Sono questi giorni decisivi: come ha spiegato il primario di Oculistica Gianmaria Cavallini bisognerà considerare quale sarà la reazione del paziente alla profonda “offesa” causata dalla soda caustica. Questo acido, intaccando i tessuti sia della parte bianca (la congiuntiva) sia della parte scura dell’occhio (quella corneale) ha innescato un processo chimico distruttivo, una “saponificazione” dei tessuti. Inoltre la soda caustica ha colpito in maniera distruttiva anche quella particolare zona dell’occhio dove si trovano le cellule staminali, quelle che sono in grado di rigenerare i tessuti. Una ustione di livello tre , quando la scala dei valori va da uno a quattro. Situazione critica che si evolve nelle cosiddette possibili sequele, cioè il presentarsi dei danni, e in quale forma, causati dall’acido: l’eventuale opacizzazione della cornea, le necrosi e le altre infiammazioni. Un decimo di grado dall’occhio sinistro, due decimi in quello destro: rimane per ora, e per questo sono giorni decisivi, il rischio della perdita della vista.
Condizioni stazionarie e comunque ottimismo in Oculistica. Come ha avuto modo di affermare il primario Cavallini, qualora la situazione dovesse aggravarsi, il reparto è in grado di intervenire con le più moderne tecnologie e capacità professionali, anche nel caso estremo di trapianti. Sotto le cure del reparto di Dermatologia, guidato dal professor Pellacani, è invece il figlio Michele. Per il diciannovenne ci sono ustioni su un'area più ristretta del cuoio capelluto: anche per lui una situazione stabile, le sue condizioni generali sono buone. Rimarrà ricoverato ancora qualche giorno per continuare le terapie.
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