Gazzetta di Modena

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Imu, burocrazia e viabilità i nodi delle imprese locali

di Rino Filippin

Gli imprenditori: «Le giunte municipali dell’Unione devono semplificarci la vita perché è grazie a noi se c’è occupazione e benessere». Il problema sicurezza

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Scatto d’orgoglio delle piccole e medie imprese di fronte agli amministratori dell’Unione Terre d’Argine. Un incontro per chiedere, ma anche per sottolineare che senza le mini aziende (piccole per numero di addetti, ma molto combattive), il nostro territorio sarebbe molto più povero.

È stata la Lapam a promuovere il meeting di ieri mattina a palazzo Scacchetti. L’associazione di categoria ha elaborato dati e raccolto statistiche inoppugnabili, base su cui affrontare temi come la riduzione dell’Imu, la disomogeneità degli sportelli per le imprese nei 4 Comuni dell’Unione, viabilità e altro ancora. «Le aziende che hanno tra uno e 9 dipendenti - dice Stefano Cestari, direttore di Lapam - rappresentano oltre il 90 per cento del totale. Quindi bene i grandi marchi e le maxi aziende, ma senza le “Pmi” (Piccole medie imprese), addio al benessere sociale dei nostri territori. Un aspetto della nostra economia che le amministrazioni dell’Unione devono sempre tenere ben presente».

Sono poi fioccate critiche, anche se costruttive, e proposte. Damiano Pietri, presidente dei giovani Lapam, si è soffermato sui problemi dei centri storici «centri commerciali naturali». Secondo Pietri «bisogna creare strumenti urbanistici per valorizzarli e puntare a far tornare gli artigiani nei negozi dentro le mura, senza trascurare la connettività, motore di nuovo sviluppo».

Claudio Boccaletti, costruttore, ha sottolineato la burocrazia dei diversi sportelli per le imprese sul territorio dell’Unione: «Bisogna - ha detto - unificarli al più presto: bisogna rendere la vita facile a chi fa impresa, non complicarla inutilmente».

Poi è arrivata l’Imu: i capannoni di proprietà utilizzati per il lavoro devono essere considerati alla stregua della prima casa. Questa in sintesi la proposta degli imprenditori i quali contestualmente chiedono anche che l’aliquota sia ridotta. Un modo per dire che se le aziende vengono soffocate dalle tasse, alla fine saranno problemi anche per il tessuto sociale che si troverà con più disoccupati. A questo proposito è bene ricordare che nell’Unione i dipendenti delle “Pmi” sono 2mila 974 contro i 795 dipendenti delle grandi imprese. Infine i lavori previsti nell’ambito delle mappe di scuotimento: gli imprenditori chiedono che la valutazione del “merito creditizio” aziendale da parte delle banche che può bloccare il finanziamento per la messa in sicurezza sismica dei capannoni, sia eliminato. Sull’altro lato del tavolo, a palazzo Scacchetti, c’erano il sindaco di Carpi Bellelli, il consigliere regionale Campedelli, gli assessori agli Interventi economici Giovanni Ballista (Campogalliano), Wainer Pacchioni, (Soliera), Lorella gasperi (Novi). Dopo avere ascoltato diligentemente le istanze degli imprenditori, in generale gli amministratori si sono innanzitutto soffermati sulle varie iniziative messe in campo nei 4 Comuni. Come dire: tanto è stato fatto. Ma anche: ci impegneremo per fare ancora meglio.

Un atteggiamento cooperativo, insomma, apprezzato dalle imprese che auspicano una vera e propria alleanza tra aziende e Giunte per mantenere sul territorio il primato di benessere e qualità della vita. Infine il consigliere regionale Campedelli che, tra l’altro, ha ricordato come grazie ai fondi europei (oltre 10 miliardi), l’Emilia Romagna abbia lanciato con successo il patto per il lavoro che sta riducendo il numero dei disoccupati.

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