Caccia all’aggressore di Stefano Tondi, altri sopralluoghi: trovata la pistola
Si segue la pista della vendetta: carabinieri di nuovo nella villa di Stefano Tondi, acquisiti filmati di videocamere nella zona. la pistola era stata gettata in un cassonetto. Difficile ci siano impronte. AGGUATO AL DOTTOR TONDI: LO SPECIALE
MIGLIORANO LE CONDIZIONI DI TONDI. Ci sono aggiornamenti sulle condizioni di salute del direttore del reparto di cardiologia dell'ospedale di Baggiovara, Stefano Tondi, aggredito giovedì scorso con la soda caustica
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"Migliorano le condizioni di Michele", il figlio 19enne coinvolto assieme al padre, il dottor Stefano Tondi nell'aggressione avvenuta giovedì, fa sapere l'Ausl. I due pazienti rimangono ricoverati al Policlinico seguiti dai reparti di oculistica e dermatologia. Dettagliano dall'azienda sanitaria in una nota: "sono in leggero miglioramento le condizioni dottor Stefano Tondi, che ha riportato una diffusa ustione della superficie corneale e congiuntivale e ustioni al cuoio capelluto e al volto, sia per quanto riguarda le condizioni della superficie oculare sia per quelle delle palpebre.
E' stabile, infine, la risposta visiva, fatto che, a tre giorni dall'aggressione, si può considerare positivo". Così, dopo la gestione della fase di emergenza ora il paziente è sottoposto alle terapie, che hanno lo scopo di ridurre la risposta infiammatoria e impedire infezioni. "In questa fase è ancora prematuro, però, fare una prognosi visiva", aggiungono dall'ausl segnalando che "il paziente è tranquillo, non ha dolore e in questa fase terapeutica ha un assoluto bisogno di tranquillità". Per questo i medici, d'accordo con la direzione sanitaria, hanno deciso di non autorizzare visite. Inoltre, per i prossimi giorni "non verranno rilasciate interviste, ma ci si limiterà ad emettere regolari bollettini medici". Salvo sorprese, il prossimo bollettino non sarà emesso prima di 48 ore. Nel frattempo, tra i tanti messaggi di solidarietà, arrivano ai tondi anche quelli dell'associazione degli "Amici del Cuore".
L'ACCUSA DIVENTA TENTATO OMICIDIO. Ipotizzano il tentato omicidio le indagini dei carabinieri del comando provinciale di Modena sull' aggressione con soda caustica di giovedì scorso ai danni del primario di Cardiologia dell'Ospedale di Baggiovara Stefano Tondi, ancora ricoverato al Policlinico di Modena e ora a rischio di cecità. Il procuratore capo di Modena Lucia Musti ha precisatoche, appunto, l'inchiesta ipotizza ora il reato di tentato omicidio.
Questo perché l'uomo che ha spruzzato la sostanza corrosiva con una pistola ad acqua - dalle ricostruzioni un giovane di nazionalità straniera e di altezza ridotta - avrebbe avuto con sé anche un bastone con cui avrebbe tentato di colpire il dottore. La pistola ad acqua utilizzata è stata ritrovata dagli inquirenti in una strada non lontano dal luogo dell'agguato, nel comune di Vignola. Con ogni probabilità, però, è stata gettata accanto ad un cassonetto da chi l'aveva trovata in un altro luogo perché il tasso di umidità che presentava sulla superficie era diverso da quello di quel sito. Per questo motivo il procuratore Musti ha chiesto che la persona che l'abbia eventualmente raccolta e spostata, pur se estranea ai fatti, si presenti ai carabinieri per fornire altri dettagli che possano essere utili all'indagine.
LA PISTOLA RITROVATA.. Cartelle cliniche, i video di telecamere di sorveglianza, un attento esame della zona in cui è avvenuto l’agguato al dottor Stefano Tondi, e tanti dati da intrecciare. Obiettivo: dare un nome all’identikit ricavato dalla descrizione di Michele Tondi, il figlio del cardiologo intervenuto per salvare il padre dalla follia dell’uomo che armato di un fucile ad acqua caricato con soda caustica lo ha quasi ridotto quasi alla cecità. Per il momento si sa di un uomo alto 1,65, straniero con un cappellino.
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Ma da ieri mattina i carabinieri che coordinati dal pm Enrico Stefani indagano sul caso hanno un elemento in più: la pistola ad acqua (non quindi un fucile come riferito dalla procura venerdì mattina), che fu caricata con soda caustica per colpire il dottor Stefano Tondi. L'arma giocattolo è stata trovata non nascosta in una legnaia (come alcune voci avevano riportato , ora smentite dalla Procura ) nei pressi dell'abitazione ma sarebbe stata gettata in un cassonetto. Tra l'altro a gettarla sarebbe stata una terza persona, estranea ai fatti, che vedendo l'oggetto lungo la strada - questo quanto riferisce al procura - Si sarebbe spaventata e l'avrebbe gettata in un cassonetto. Difficile pensare di trovare impronte digitali. L'aggressore proprio perchè maneggiava soda caustica sarà stato molto accorto nell'utilizzare guanti. Pare addirittura - notizia non confermata - che potrebbe avere avuto in testa una cuffia da nuotatore per ripararsi dagli schizzi di soda caustica.
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Di sicuro l'arma sarà analizzata e rianalizzata dai carabinieri del gabinetto scientifico alla ricerca di ogni possibile indizio utile a risalire all'autore dell'agguato.
Un lavoro particolarmente complesso quello per risalire al colpevole, al quale dal momento dell’aggressione i carabinieri del nucleo investigativo di Modena si stanno dedicando senza sosta. Un atto di tale ferocia e cattiveria, che tanto ha impressionato l’opinione pubblica nazionale, non può rimanere impunito. Ed è per questo che cercando di mantenere il massimo riserbo il lavoro prosegue.
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Ieri mattina il comandante del nucleo investigativo si è nuovamente recato nel casale della famiglia Tondi, per riesaminare luoghi e angoli del giardino, alla ricerca di indizi o di dettagli per avvalorare ipotesi investigative sulle quali si lavora. Oltre al recupero dell'arma si studiano i possibili percorsi seguiti dall’aggressore. Anche qui non sarà facile capire la strada seguita dall’uomo per passare inosservato. Tondi vive in aperta campagna, in una strada raggiungibile almeno da quattro vie di accesso. Molte, come villa Tondi, non coperte da telecamera.
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Tuttavia alcune telecamere nella zona sono state individuate dai carabinieri, a cominciare da quelle posizionate a vigilare sopra un vicino cantiere. Si cercherà di scorgere, dal buio del video, tracce del passaggio di una persona o di un eventuale mezzo utilizzato dall’aggressore. Quanto al motivo per cui l’aggressore abbia agito; sembrano esserci pochi dubbi sul fatto che ad armare di soda caustica la mano del folle aggressore sia stato il desiderio di vendetta. L’intenzione di arrecare Tondi una sofferenza e un dolore pari a quello che l’aggressore probabilmente ritiene di aver subito per mano del cardiologo, o per qualcosa nel quale il medico possa aver avuto un ruolo. Ecco allora spiegato il motivo per cui le cartelle dei pazienti curati di Vignola e dell’ospedale di Baggiovara sono state acquisite e sono ora al vaglio dei carabinieri.
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Si cercano tracce di possibili casi complicati, con conseguenze negative per uno dei pazienti. A questo lavoro potrà tornare utile anche la memoria di Tondi non appena le forze glielo consentiranno. Il suo aiuto nel far riemergere situazioni in cui qualcuno dei suoi pazienti ha avuto di che lamentarsi o rimproverare a lui o ai suoi collaboratori cure sbagliate, o situazioni sottovalutate che potrebbero aver cagionato dei danni al paziente. Danni tali da far scattare la voglia di vendetta. Non resta che attendere gli sviluppi. Intanto dal suo letto di ospedale il paziente Stefano Tondi segue le indicazioni dei medici. La situazione è giudicata stazionaria. La prognosi resta riservata e non resta che attendere che il passare dei giorni dica se e di quanto riuscirà a riacquistare la vista. Situazione in rapida evoluzione per il figlio Michele rimasto interessato da un getto di soda caustica al cuoio capelluto e alle braccia.
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