Si laurea con una tesi sulla “resilienza” dei carpigiani
Ha scelto un tema attuale per la propria tesi di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche: l’indagine delle risorse resilienti di sopravvivenza che soggetti e comunità mettono tendenzialmente in...
Ha scelto un tema attuale per la propria tesi di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche: l’indagine delle risorse resilienti di sopravvivenza che soggetti e comunità mettono tendenzialmente in atto in situazioni di emergenza, specie in occasione di eventi sismici.
La neo dottoressa, laureata in Psicologia a Firenze, è la carpigiana Alessia Goldoni.
In psicologia, la resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare la propria vita dinanzi alle difficoltà, senza temere il cambiamento.
«Nel maggio del 2012, ebbi molta difficoltà in termini di resilienza - racconta Alessia - cominciai a soffrire di disturbo da stress post-traumatico e mi allontanai per un mese dalla città. Nessuno si aspettava ciò che si è verificato con tanta violenza e mi meravigliai della forza d’animo dimostrata dalla popolazione: l’adattarsi alle intemperie, dimostrato dai carpigiani, mi portò ad analizzarne i risvolti psicologici».
Una ricerca accurata.
«Ho analizzato i risultati dell'indagine Istmo condotta dall’Ausl di Modena, volta a indagare, a distanza di quattro anni, gli esiti del terremoto sulla salute e sulla resilienza degli emiliani, in particolare quelli del Distretto di Carpi. Questa è una comunità coesa, propensa all’azione, alla ripresa e con un’economia orientata allo sviluppo, che è stata in grado di mettere in atto meccanismi di resilienza: una popolazione reagente che non riferisce elevati cambiamenti nello stato di salute, anche se il ricordo si mostra tutt’ora intrusivo per una persona su due. I sintomi depressivi e gli stati d’ansia non sono aumentati e gli stili di vita sono stabili, se si esclude l’aumentata percentuale di persone con problemi di obesità (dal 10% al 15%) e la diminuzione di quanti praticano attività fisica (dal 35% al 29%)».
Le soluzioni? «In simili frangenti è decisivo un adeguato supporto psicosociale favorendo comportamenti orientati alla positività nella percezione di sé, nelle relazioni interpersonali e nella filosofia di vita».
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