Start up: ecco le migliori idee sotto esame
Gli occhiali che “ascoltano” per i sordi, le ispezioni virtuali in 3D, gli asili mobili. I progetti selezionati al concorso europeo
Il gotha delle start up a livello regionale s’è dato appuntamento al Fab Lab. In Strada Attiraglio si è tenuta un’altra tappa di Startup Europe Awards. All’iniziativa della Commissione Europea e del Parlamento Europeo si sono candidati in venti, tra start up e progetti d’impresa emiliano romagnoli. Tra essi, ne sono state selezionate quindici, di cui molte modenesi.
Alla fine della giornata è avvenuta un’ulteriore scrematura: da quindici a otto. Queste ultime potranno partecipare alla tappa nazionale e, successivamente, contendersi il premio alle finali di Bruxelles.
Ecco come i referenti delle “magnifiche quindici” hanno dato sfoggio delle proprie competenze e capacità in materie differenti. I tempi di presentazione erano serrati: solo cinque minuti per convincere la giuria della validità del proprio progetto e due minuti ulteriori per rispondere ad eventuali domande e chiarimenti.
Quali i progetti presentati? Dalla start up piacentina By-entO che propone gli insetti come base per cosmetici, alla modenese GlassUp che si proietta in tutt’altra ottica… nel verso senso della parola: è quella degli occhiali in realtà aumentata. Cosa appare su queste speciali lenti? «Le notifiche che arrivano sul proprio smartphone - ha elencato Francesco Giartosio, referente della start up - le mappe del navigatore e la possibilità anche per chi è affetto da sordità di leggere ciò che gli altri dicono. Inoltre, possono essere utilizzati anche in chirurgia. Il prototipo è funzionante e in primavera saremo in grado di produrlo e venderlo».
Un altro prototipo che arriverà sul mercato il prossimo anno è Jarvis. Il robottino progettato da Iooota Srl è un dispositivo in grado di collegare oggetti ed elettrodomestici presenti nella propria abitazione e gestirli ovunque ci si trovi; inoltre, li può fare letteralmente “parlare” tra loro. «L’obiettivo è far risparmiare - ha spiegato Luca Degli Esposti, referente della start up di Imola - energia, tempo e denaro».
Una progettazione in corso, che alla base ha l’idea di far risparmiare costi e tempo per i possibili acquirenti, è quella esposta dalla modenese Eleonora Bertacchini. «Si chiama R3DI e consiste nell’ispezione virtuale di un’opera o un impianto comodamente da casa o dall’ufficio - racconta la giovane - senza doversi recare sul posto. È un sistema che restituisce la realtà in tre dimensioni, cioè questo sistema compie un sopralluogo intelligente e fruibile da tutti».
Un’altra idea innovativa, in ambito sociale, è quella mostrata dalla designer di interni Vanessa Boccia. La formiginese ha presentato Needo: l’asilo mobile e “on-demand” (su richiesta). «L’idea di riutilizzare i container marittimi come luogo per l’insegnamento ai più piccoli - spiega la ragazza - nasce dall’indisponibilità frequente degli asili nido pubblici di ospitare un numero elevato di bambini e dagli alti costi delle rette. Inoltre, si può rispondere con questa struttura a calamità naturali sempre più frequenti, come i terremoti».
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