Terapia con ossigeno al Policlinico: «Si riducono le morti del 43%»
Un utilizzo particolare dell'ossigeno nei pazienti ricoverati in gravi condizioni riduce del 43% la probabilità di morte. Questo il risultato dello studio condotto al Policlinico sui pazienti in Terapia Intensiva
MODENA Un utilizzo particolare dell'ossigeno nei pazienti ricoverati in gravi condizioni riduce del 43% la probabilità di morte.
Questo il risultato dello studio condotto tra il 2010 e il 2012 dai professionisti della Terapia Intensiva del Policlinico di Modena, diretta dal prof. Massimo Girardis. Lo studio, primo di questo genere, ha permesso di proporre un protocollo che indica il corretto dosaggio in base al quadro clinico del paziente adulto.
È stato presentato in anteprima al congresso della Società Europea di Terapia Intensiva ed è stato pubblicato sul numero di ottobre della rivista JAMA (Journal of American Medicale Association), il periodico dell'Associazione Medica Americana, uno dei più prestigiosi organi scientifici al mondo, ricevendo subito decine di migliaia di visualizzazioni che lo hanno posizionato tra gli studi più rilevanti pubblicati sulla rivista nell'ultimo anno,
«La terapia con ossigeno - ha spiegato il prof. Massimo Girardis - interessa un elevato numero di pazienti adulti ricoverati in ospedale e l'uso dell'ossigenoterapia è raccomandato come primo intervento in gran parte delle linee guida internazionali per il trattamento di condizioni critiche come l'arresto cardiaco il politrauma e le patologie neurologiche acute, ma anche per condizioni meno critiche come la polmonite e l'edema polmonare. Nelle linee guida, però, non è precisato quale è la dose corretta di ossigeno e quali sono i possibili effetti collaterali correlati ad un utilizzo inappropriato di tale terapia. Il nostro studio ha avuto proprio lo scopo di valutare questo dosaggio e abbiamo dimostrato che controllando rigorosamente la dose di ossigeno, riusciamo a definire il dosaggio migliore che determina un importante miglioramento della sopravvivenza».
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Lo studio ha arruolato oltre 400 pazienti ed ha dimostrato che una “scrupolosa e conservativa somministrazione di ossigeno” nei pazienti ricoverati per più di 72 ore in Terapia Intensiva migliora la sopravvivenza di circa il 43% rispetto ad un uso non regolamentato e più liberale.
«I risultati dello studio - conclude Girardis - dovranno essere confermati da studi successivi condotti in maniera multicentrica, ma la strada indicata e l'impatto della ricerca Modenese sulla salute dei pazienti è molto rilevante. Infatti se il protocollo proposto dalla nostra ricerca venisse adottato nei circa 100mila pazienti ricoverati in ciascun anno nelle Terapie Intensive italiane potremmo avere circa 8mila morti evitate».
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