Il Gufo cresce e apre una nuova biblioteca da 10mila libri
FORMIGINE. Al motto di “prendi un libro, lascia un libro” sono arrivati ad avere 10mila testi. La “Biblioteca il gufo” di in via Mazzini è cresciuta e… ha appena inaugurato una nuova sede nel...
FORMIGINE. Al motto di “prendi un libro, lascia un libro” sono arrivati ad avere 10mila testi. La “Biblioteca il gufo” di in via Mazzini è cresciuta e… ha appena inaugurato una nuova sede nel magazzino di via dei Produttori 6, nella zona artigianale. Nata nel 2013, in uno spazio aperto giorno e notte, contava all’epoca solo una cinquantina di titoli. Ora, invece, vanta ricchi scaffali di testi catalogati per genere: quasi 300 libri in via Mazzini e coi testi della nuova sede si arriva a contarne 10mila. “Ce n’è per tutti”, si legge sull’albero di carta presente. L’idea è di Elena Barbieri e dei suoi familiari, il marito Luca Neri e i figli Annalisa e Federico.
Cos’ha di particolare la biblioteca?
«Si possono prendere i libri in prestito, ma senza doversi registrare o fare tessere. Chiunque può servirsi dei testi sugli scaffali e donarne, senza dover rispettare i tradizionali tempi del prestito. Dunque, è un concetto di condivisione della lettura che si basa sulla fiducia. L’idea viene dall’estero, si chiamano “free library” e sono una sorta di biblioteche di quartiere. In Italia non siamo abituati a questo genere di cose, ma stanno prendendo piede».
Come mai aprire una biblioteca così strutturata?
«Anni fa, io e mio marito abbiamo scoperto che nostro figlio era affetto da una grave malattia. Federico aveva sei anni e volevamo tenerlo impegnato. Abbiamo così costruito una prima casetta in legno con qualche testo. Da subito nel giardino di casa, poi ci siamo allargati. Inoltre, amo leggere e in più volevo restituire agli altri qualcosa, dopo la malattia di mio figlio».
Quali difficoltà sono state riscontrate?
«Inizialmente i nostri amici pensavano che un’idea di questo genere non potesse avere futuro poi si sono dovuti ricredere. Per avere qualche testo e partire con una prima biblioteca ho scritto un post su Facebook in cui chiedevo ai miei amici di regalarmi un libro. Ora riceviamo donazioni di privati in continuazione».
Questo spazio non sarà adibito solo allo scambio di libri.
«Avendo a disposizione un capannone sarà utilizzato anche per eventi differenti. I fondi raccolti saranno finalizzati ad opere di beneficenza».
Come quella che riguarda la vendita del calendario “Curvy men 2017”. Un titolo simpatico ed eloquente, il cui riferimento è alle “curve” dei “modelli” che si sono prestati per le fotografie. Il ricavato sarà speso per l’acquisto di un’altalena per disabili. Infine, i testi poco letti sono riutilizzati come borsette da donna.
Martina Stocco
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