Le luci pagate strappano il sorriso ai negozi
Il Comune stanzia i soldi. I commercianti: «Almeno...». Nessuna scissione, ma le difficoltà restano
Una sorpresa oltremodo gradita per i commercianti del centro storico, anche se non basta a illuminare gli animi: gli oltre 24mila euro necessari per il noleggio e l’installazione delle luci di Natale, quest’anno, saranno a carico del Comune.
«Ne siamo contenti - dice Cinzia Caruso, titolare di CikaSinLove, in Piazza Martiri - l’amministrazione si è adoperata, forse in risposta alle polemiche degli ultimi anni, quando raccoglievamo i fondi per addobbare il centro e, alla fine erano sempre i soliti a pagare».
Riguardo il gruppo di negozianti del centro “Carpi c’è”, dal quale si narra di una scissione, Cinzia chiarisce un concetto. «Non è ciò che volevamo far passare - continua - si parla molto di un gruppo “Commercianti del Nord”, ma era il nome di una chat, ideato per semplificare e distinguersi in senso geografico: nessun distacco, nessuna ghettizzazione, nessun litigio. Anzi. Sento rinascere qualcosa: a breve aprirà un forno-pasticceria là dove c’era il negozio di abbigliamento Anceschi; a gennaio inaugurerà una cioccolateria; un nuovo negozio di abbigliamento sostituirà la pellicceria in angolo con la “via della catena”; è prevista anche una nuova apertura al posto della gelateria Titto».
I negozianti dell’asse Fanti-Cabassi hanno idee e, ora che l’accensione delle luci si avvicina, si stanno mobilitando per rivitalizzare il percorso. «Speriamo si possa rafforzare il discorso iniziato con l’assessore Morelli - spiegano Samuele Bisi, titolare della gioielleria di corso Cabassi e Giorgio Greggio del bar Martini - stiamo infatti tentando di pianificare l’anno che verrà. Ben vengano le luci, ma se ciò che vi è sotto soffre, è inutile fare finta di nulla. Il post sisma è stato pesante: da 30 negozi, siamo rimasti 8 e altri 17 hanno chiuso, negli ultimi mesi, all’interno delle mura. Occorre un dialogo tra esercenti, Comune e associazioni: uniti. Fondamentale snellire la burocrazia: chi ora, come me, si sta adoperando per coordinare le iniziative che autofinanzieremo, impiega parte del proprio tempo, mettendo tra parentesi il proprio lavoro: dobbiamo proporre, non dover organizzare».
I soldi “risparmiati” per le luci, poi, si potranno investire in altre iniziative: è la proposta di Elena Valentini, della Libreria Mondadori. «Dobbiamo lavorare per il futuro - dice Milva Petrillo, di Focherini Sport - vogliamo allargare sempre più la cerchia di commercianti: più siamo, più idee abbiamo».
Valeria Cammarota
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