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Offese alle calciatrici, botte in tribuna a Vignola

Offese alle calciatrici, botte in tribuna a Vignola

Durante la partita femminile tra Olimpia Vignola e Consolata, un padre esasperato per le pesanti frasi offensive rivolte a figlia e compagne si fa giustizia da solo

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VIGNOLA. «Siete delle ciccione». È questo il tono medio delle offese con cui alcuni genitori e tifosi delle ragazze della Consolata si sono rivolti a quelle dell’Olimpia Vignola durante la partita di calcio di domenica del campionato di serie D. Finché il padre, esasperato e infuriato per quelle parole, non ha deciso di farsi giustizia da solo, andando in tribuna a prendere di persona chi aveva rivolto quegli epiteti alla figlia 24enne, scatenando una rissa, sedata in pochi minuti.

Questa la nuda cronaca di un match di calcio, rovinato da qualche maleducato “misogino calcistico”, che rappresenta quanto di più lontano possa esistere dalla parola sportività. Ed anche da un papà esasperato e che ha perso la testa.

Siamo al campo “Il Poggio” di Vignola, dove domenica era in programma la sfida di tra le padrone di casa dell’Olimpia Vignola e le sassolesi della Consolata. Tra le due società non corre buon sangue. Anzi. Negli ultimi anni l’acredine è stata forte per il passaggio di alcuni dirigenti dall’Olimpia alla Consolata con accuse di tentativi di “furto” di giocatrici.

Presupposti che non giustificano quello che viene denunciato dal presidente dell’Olimpia, Alfonso Franchini: «Non so se fossero genitori, sta di fatto che alcune persone della Consolata dalla tribuna hanno offeso in continuazione le nostre ragazze». Offese generiche, di qualunque tipo e colore: «Addirittura alcuni di loro - specifica - sono scesi dalla tribuna per andarsi a piazzare dietro la nostra porta, alle spalle del portiere: ed anche lì offese su offese. Sono stato io stesso ad andare da loro e assicurarmi che tornassero in tribuna. Verso la fine della partita le ragazze non ne potevano più e il capitano si è rivolto alla tribuna dicendo “vergognatevi”. Di tutta risposta ha subito ulteriori epiteti, tanto che il padre, un nostro dirigente, che era in servizio presso gli spogliatoi, ha fatto il giro del campo ed è andato in tribuna».

Lui e il tifoso più “accanito” si sono messi le mani addosso, prima che gli altri genitori riuscissero a sedare la rissa. Minuti di tensione, che hanno indotto l’arbitro a fischiare con un paio di minuti d’anticipo la fine della partita.

Non è stato necessario l’intervento né delle forze dell’ordine, né del 118.

Quando l’adrenalina è scesa, il papà furioso e la controparte si sono scusati l’un l’altro, sotterrando l’ascia di guerra. Hanno capito di aver oltrepassato il limite.

«Siamo dispiaciuti per come sono andate le cose», chiosa il presidente Franchini. Il suo collega della Consolata Ivano Chiletti, invece, non essendo presente al match ha preferito non commentare. (gib)

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