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Pavullo nega i soccorsi per la strada groviera

di Daniele Montanari
Pavullo nega i soccorsi per la strada groviera

La provinciale di Malandrone resta riservata ai soli residenti a causa delle buche La Provincia non paga, Serramazzoni vorrebbe intervenire ma Biolchini dice No

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SERRAMAZZONI. Devono sperare nei fondi della Protezione civile regionale per vedere riaperta al pubblico la strada che conduce alle loro case. I residenti della provinciale 36 di Malandrone, tra San Dalmazio e Coscogno sono ancora nei guai. È infatti naufragata l’idea di declassare i 6,5 km a livello comunale per sopperire alla mancanza di fondi della Provincia, che il 30 maggio ha disposto agli imbocchi un “divieto di transito eccetto residenti e attività produttive” vista l’impossibilità di intervenire su crepe e avvallamenti.

La questione ha creato grandi difficoltà nella zona, dove fra la sessantina di residenti vi sono anche imprese agricole e un agriturismo. Seppur le attività rientrano nelle eccezioni della deroga, infatti, è chiaro che la comparsa di un divieto ha avuto comunque un effetto scoraggiante sulla clientela, che magari nel dubbio interpretativo ha preferito andare altrove. Senza contare i tanti anziani che, di fatto, non possono essere raggiunti da parenti o amici che non hanno una residenza.

Subito dopo l’apposizione del divieto, era scattata una protesta con la sottoscrizione di una petizione indirizzata a Provincia e Comune di Serra. Che con il vicesindaco Simone Gianaroli aveva deciso di farsi carico della situazione approvando a luglio una variazione di bilancio da 25mila euro per disporre un’operazione forse unica a livello nazionale: il declassamento della strada da provinciale a comunale, con l’ente inferiore che pagava l’intervento fuori budget. Ma tutto è poi rimasto congelato, perché la presa in carico dei Comuni non è mai avvenuta.

Oltre al sì di Serra per il suo tratto da 6 km infatti occorreva anche quello di Pavullo per la sua parte di 600 metri. E qui è arrivato un no, oggetto di un’interrogazione del capogruppo de “La Torre” Stefano Iseppi che ha chiesto se è vero che Pavullo non intenda compartecipare all’operazione. Il sindaco Luciano Biolchini ha confermato l’indisponibilità, evidenziando “la carenza di risorse finanziarie a fronte delle necessità d’intervento sulla vastissima rete stradale di competenza comunale”, circa 600 km. Di problemi insomma ce ne sono già troppi, per farsi carico anche di altri. Iseppi non ha fatto polemiche, ma ha sottolineato che da Pavullo “sarebbe bastato un piccolo segnale, che non c'è stato”. Senza “passaggio di proprietà”, anche i 25mila euro di Serra non possono essere impiegati, e ora l'unica speranza è un intervento della Regione, cosa che peraltro auspica anche Pavullo. «Ne abbiamo parlato in Provincia, è l'unica carta che ci resta per riaprire la strada», sottolinea Gianaroli.

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