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INDAGINE ANTIMAFIA

Titoli bidone: avvocato Rozzi è stata assolta

L’avvocato modenese Daniela Rozzi è stata assolta con formula piena a Bologna dal gip Bruno Perla, al termine del giudizio abbreviato, dalle accuse di associazione a delinquere, riciclaggio, tentata...

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L’avvocato modenese Daniela Rozzi è stata assolta con formula piena a Bologna dal gip Bruno Perla, al termine del giudizio abbreviato, dalle accuse di associazione a delinquere, riciclaggio, tentata truffa, falsità materiale e falsità di monete. Pur non essendo ancora note le motivazioni della sentenza, il giudice ha pronunciato sentenza di assoluzione con formula piena. Commentano i suoi difensori, avvocati Luca Sirotti e Lorenzo Mariucci: «Finisce così per la nostra assistita un lungo calvario iniziato più di 5 anni fa da quando il Pm Gratteri avviò l'indagine».

Il caso era quello riguardante un presunto traffico di obbligazioni indonesiane dei tempi del dittatore Sukarno. Modena sarebbe stata al centro di un presunto traffico di titoli-bidone gestiti dalla ’ndrangheta. Un titolo finanziario in oro da 870 milioni di dollari. Tanto valeva quando fu emesso nel 1961 dal Credit Suisse a favore dell'ex dittatore indonesiano Sukarno. Oggi secondo alcune stime fatte da alcuni banchieri, intercettati, a cui è stato proposto l'affare da parte di personaggi legati alla 'ndrangheta, varrebbe 39 miliardi di dollari. Ben 45 volte più rispetto a cinquant'anni fa.

Secondo la ricostruzione fatta al momento degli arresti, un titolo indonesiano in oro, del valore nominale di 871 milioni di dollari americani, emesso nel 1961 dal Credi Suisse (oggi rivalutato per un valore ipotetico di 39 miliardi di dollari), era finito nelle mani della ’ndrangheta. I mafiosi calabresi avevano cercato di piazzarlo tramite giri compiacenti che avrebbero, secondo le indagini coordinate da Gratteri, trovato il loro luogo d’elezione a Modena. La Dda calabrese fece arrestare alcune persone tra Rubiera e Modena, tra le quali l’avvocato modenese Daniela Rozzi, che secondo gli investigatori era stata destinataria di una procura per trattare la vendita dei titoli miliardari. Ipotesi risultata infondata.

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