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PAOLO SASSI, PRESIDENTE ACIMAC

«Un processo importante per le macchine ceramiche»

«Un processo importante per le macchine ceramiche»

Oggi si parla spesso di "delocalizzare", ma è necessario specificare che il percorso intrapreso dalla maggior parte delle aziende del settore delle ceramiche è da definire piuttosto come...

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Oggi si parla spesso di "delocalizzare", ma è necessario specificare che il percorso intrapreso dalla maggior parte delle aziende del settore delle ceramiche è da definire piuttosto come "internazionalizzazione". Difatti l'apertura di sedi logistiche - produttive all'estero deve intendersi come una volontà di affermazione e consolidamento in mercati caratterizzati da una forte domanda e da condizioni di ambiente favorevoli. Si è reso necessario, per molti gruppi, internazionalizzarsi per meglio soddisfare le esigenze della clientela direttamente sul luogo, bypassando i costi e i tempi dei trasporti. In tal senso, il presidente di Acimac, Paolo Sassi, ha affermato che «produrre o avere una sede in loco dà sicuramente un vantaggio in termini competitivi, ad esempio BMR ha deciso di aprire una sede logistica a Dickson per rendere il servizio di assistenza e ricambistica più snello. Un processo importante anche per il nostro settore. Il Tennessee si sta trasformando un po' nella "Sassuolo" degli Stati Uniti».

Ma il processo di internazionalizzazione delle ceramiche non è una novità. Iniziato negli anni ’80, ha avuto il maggiore sviluppo solo agli inizi del nuovo millennio con l'entrata in scena di numerose realtà nazionali. Ad oggi, in un documento di Confindustria Ceramica aggiornato a fine 2015, si legge che l'integrazione con i mercati esteri è andata potenziandosi nel tempo con la «creazione di numerose joint venture nel campo dell'estrazione delle materie prime, l'attivazione di magazzini destinati a rendere più efficiente il servizio alla distribuzione locale, l'apertura di punti vendita e di show room, la costituzione di società destinate alla promozione del prodotto ceramico presso i prescrittori locali».

L'internazionalizzazione comprende anche il settore dei costruttori di macchinari per la produzione di ceramiche e, anche qui i numeri sono rilevanti. Il settore ad oggi in tutto conta circa 150 aziende per un totale di 6000 addetti e un fatturato annuo di circa 1,7 miliardi di euro con l'export che quest'anno ha superato i due terzi del fatturato annuo. Il presidente Sassi afferma che il fatturato dello scorso anno «è stato un record: circa 2 miliardi di euro in cui l'export conta circa il 75%. Nel Nord America, poi, l'export di macchinari è quasi raddoppiato, raggiungendo i 161 milioni di euro».

E Vittorio Borelli rimarca che «l’integrazione con i mercati esteri non ha limitato le importazioni dall'Italia ma ha creato sinergie tra i due distretti. Tutti i gruppi che hanno investito in Tennessee hanno investito pesantemente anche in Italia e quindi internazionalizzazione e produzione locale si vanno a completare». (an.an.)

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